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ARTICOLO ED AUTORE |
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Di Annarena Ambrogi
Nel secondo piano della catacomba di S. Panfilo è conservata una lastra rettangolare di marmo tasio. L’opera, di notevoli dimensioni, non è perfettamente conservata: sono presenti lacune e fratture, in parte integrate con cemento. La lastra non è murata alla parete, ma è stata appoggiata ad essa ed assicurata in alto con due grappe metalliche, molto probabilmente in età moderna. Il tratto di galleria in cui si trova, infatti, rivela una situazione parzialmente alterata in occasione della riscoperta del complesso cimiteriale e dei lavori di consolidamento effettuati negli anni ’20 del secolo scorso. Inoltre, la lastra non poteva fungere da chiusura di un loculo della catacomba, avendo dimensioni troppo grandi, superiori a quelle consuete testimoniate.
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Marzo 2010 |
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Di Daniela Candilio
I marmi murati alle pareti dello studio di Antonio Canova, situato in via di San Giacomo, ora via A. Canova, sono costituiti prevalentemente da frammenti relativi a sarcofagi, a partiti architettonici e da qualche scultura a tutto tondo, di età imperiale romana, datati dal I al IV secolo d.C. Si fa eccezione per la stele attica del IV secolo a.C.
Purtroppo non si hanno notizie documentarie in proposito, che aiutino a ricostruire la formazione della raccolta, ma vi si riflette un gusto antiquario volto all’episodico, al minuto, al decorativo, piuttosto che al grandioso e al monumentale. In altre parole, lo stile aulico, classico, che ispira il grande maestro nelle sue creazioni, in questo caso non si riscontra assolutamente.
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Febbraio 2010 |
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di Alessandra Pignotti
La basilica sorge nel Celio non lontano dalla Porta Latina, che ha, nel corso del tempo, condizionato la storia della chiesa attraverso l’alternanza di periodi di apertura e di chiusura della stessa. Questa è una delle porte della cinta muraria fatta erigere da Aureliano, a seguito delle continue scorrerie dei barbari che minacciavano sempre di più Roma, iniziata nel corso del III secolo (271-275) e terminata sotto l’impero di Probo. Il percorso murario cingeva la città per tredici miglia romane, più o meno 19 Km: la zona è compresa tra la via Appia, la via Latina, via di San Sebastiano e Piazza Numa Pompilio, dove archeologicamente si trovano resti romani provenienti dalle regiones augustee, II (che comprende il Celio e il Celiolus) e XIII (che comprende l’Aventino).
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Ottobre 2009 |
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Sul luogo in cui giacciono le sacre reliquie dell’apostolo Pietro la maternità della Chiesa rivive nel segreto degli stemmi papali
di Gabriella Cetorelli Schivo
La sepoltura dell’apostolo Pietro è senza dubbio il perno su cui ruota la costruzione della basilica vaticana. Lo si può verificare praticamente analizzando la struttura del baldacchino bronzeo realizzato tra il 1624 e il 1633 da un giovanissimo Gian Lorenzo Bernini con il coinvolgimento di Francesco Borromini, suo collaboratore per la partitura architettonica.
L’importanza simbolica del baldacchino, che fu progettato a sostituire l’antico ciborio della basilica costantiniana, è manifesta nella realizzazione delle colonne vitinee, a riprendere la tradizione antichissima del tempio di Salomone a Gerusalemme, secondo un dettame che sarebbe stato direttamente suggerito dall’Onnipotente ai sommi sacerdoti.
Simbologia che si ritrova anche nella rigogliosa profusione di elementi naturalistici come i serti di alloro, pianta sacra ai poeti, o le laboriose api dei Barberini, o ancora piccoli sauri, metafore, con il loro derma mutante, della rinascita dell’uomo vivificato dal messaggio cristiano.
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Settembre 2009 |
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Approfondimenti sulla pittura romana
In occasione della mostra ospitata alle Scuderie del Quirinale dal settembre 2009 al gennaio 2010, alcuni articoli per iniziare a conoscere gli stili, le tecniche della pittura romana ed alcuni dei luoghi dove molte di questi magnifici dipinti sono state ritrovati.
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Settembre 2009 |
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Saggi di Arturo Carlo Quintavalle, Michael Viktor Schwarz, Alessandro Tomei
La vita di Giotto e tre saggi critici su biografia ed opere del Maestro di Bondone pubblicati in occasione della mostra ospitata fino al giugno 2009 presso il Complesso del Vittoriano di Roma. I saggi sono:
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Febbraio 2009 |
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di Annarena Ambrogi
La storia del Museo della Badia di Grottaferrata e delle sue collezioni in un articolo redatto in occasione della pubblicazione del volume "Sculture antiche nell'Abbazia di Grottaferrata" dove sono presentate le schede scientifiche dei reperti in esso conservati. L'articolo è corredato da un'ampia galleria fotografica (182 immagini) dei pezzi stessi.
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Gennaio 2009 |
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di Elena Ghisellini
La stele funeraria di età classica raffigurante un giovane immerso nella lettura è senza dubbio il pezzo più noto della raccolta archeologica custodita nel Museo dell'Abbazia di San Nilo a Grottaferrata. La fama del monumento, che si configura come un unicum nel vasto panorama dei rilievi sepolcrali greci di periodo classico, si lega da un lato all'elevata qualità dell'esecuzione, che con mirabile economia di linguaggio infonde alla scena un'atmosfera soffusa di rarefatta poesia, dall'altro all'eccezionalità e alla rilevanza storico-culturale del tema figurativo.
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Gennaio 2009 |
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Labra e sostegni in marmi bianchi e colorati
di Annarena Ambrogi
Le numerose fontane, che si incontrano passeggiando per le vie e le piazze di Roma, costituiscono certamente l’elemento più caratteristico e scenografico del paesaggio urbano. La maggior parte di esse riutilizzano vasche e bacini antichi, fornendo così una testimonianza diretta della continuità d’uso di questa importante classe monumentale, che già in antico adornava i fora, le strade e i giardini di Roma e delle altre città dell’Impero.
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Luglio 2008 |
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La meridiana di Grottaferrata (Roma)
di Daniela Bonanome
L'orologio solare di epoca romana, realizzato in un unico blocco di marmo proconnesio, conservato nel Museo dell’Abbazia di S.Nilo a Grottaferrata in provincia di Roma è presentato, nella sua storia e nel suo funzionamento, in un articolo che affronta anche la percezione dello scorrere del tempo presso l'antica Roma.
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Maggio 2008 |
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LA MANO SINISTRA DEL DIAVOLO
di Gabriella Cetorelli Schivo
Questo lavoro costituisce un pretesto per rivisitare alcune osservazioni del sociologo francese Robert Hertz, dedotte dal suo splendido saggio del 1909 intitolato “Prééminence de la main droite", capolavoro per la comprensione dell’antropologia religiosa.
L’intento è quello di ripercorrere celebri brani presentati dallo studioso, interpretandoli attraverso alcune manifestazioni della cultura e dell’arte, simboli della inesauribile dicotomia del pensiero umano.
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Maggio 2008 |
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