| ALTERA PARS |
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ARTICOLO ED AUTORE |
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L'ARA PACIS E... LA TECA DELLA DISCORDIA (?)
di Gabriella Cetorelli Schivo e Daniela Bonanome
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Giugno 2009 |
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INDIANA JONES E…IL MESTIERE MALEDETTO
di Gabriella Cetorelli Schivo e Alfredo Corrao
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Luglio 2008 |
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| PASSEGGIANDO IN CITTA' |
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ARTICOLO ED AUTORE |
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Di Paolo Cremisini
Le mura di Roma rappresentano la più grande opera di fortificazione che mai città abbia avuto, da che l'uomo ha memoria di sé. Eppure, siamo sinceri, quanti di noi le hanno mai osservate con l'attenzione che meritano? Spero che questo breve articolo possa suscitare almeno in alcuni il desiderio di conoscerle meglio.
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Gennaio 2010 |
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Di Paolo Cremisini
Quante fontane aveva Roma all'epoca dell'Impero?
Sembra che ce ne fossero, tra grandi e piccole, più di cinquecento, una cifra impensabile per qualsiasi altra città del passato e anche del presente. Il Lanciani, gran conoscitore di antichità romane, ci ricorda che erano alimentate da undici acquedotti (quattordici se includiamo anche tre grandi derivazioni), che riversavano un milione di litri d'acqua al giorno in duecentoquarantasette serbatoi di raccolta, destinati quasi tutti all'uso pubblico.
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Settembre 2009 |
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di Paolo Cremisini
Anche se è a Venezia che spetta il poco onorevole vanto di aver creato nel 1516 il primo ghetto (la parola, infatti sembra che derivi da una fonderia, in veneto “gèto”, vicino alla quale esso sorgeva), Roma, comunque, arrivò seconda: fu infatti nel 1555 che papa Paolo IV costrinse gli ebrei romani alla residenza obbligata (obbligo che durò per circa tre secoli) in un perimetro della città che coincideva quasi esattamente con quella in cui negli ultimi secoli si erano venuti spontaneamente accentrando, ossia di fronte all'isola Tiberina.
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Agosto 2009 |
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LE TORRI DI ROMA
di Paolo Cremisini
Racconta Gregorovius, il grande storico tedesco profondo conoscitore della Roma dell'Età di mezzo, che nel medioevo l'Urbe innalzava al cielo circa novecento torri, di cui trecento appartenevano alla cinta delle mura e le altre seicento erano divise in parti uguali tra torri baronali e di proprietà ecclesiastica. Sempre il Gregorovius ci precisa che i luoghi scelti per erigere questi capisaldi di difesa erano legati ai ruderi più imponenti dell'antichità, i quali, oltre a fornire materiale da costruzione, costituivano un ottimo supporto per le fondamenta.
Ma cosa resta oggi di questa "Roma ferrigna e turrita", come era definita nelle guide medievali ad uso dei pellegrini?
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Maggio 2009 |
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di Paolo Cremisini
Quando si parla di Roma sotterranea è necessario fare subito un distinguo: una cosa sono gli ambienti concepiti fin dall'inizio come tali (ad esempio le catacombe o gli ipogei) e un'altra quelli che solo in seguito e per le cause più diverse sono divenuti tali (penso alle chiese e ai palazzi interrati). Non si tratta unicamente di una distinzione di forma, ma di sostanza, in quanto l'atmosfera che vi si respira è profondamente diversa: nel primo caso essa è sostanzialmente quella che aveva voluto chi ha realizzato tali luoghi; nel secondo è qualcosa di completamente inatteso, frutto ad un tempo del caso e della volontà dell'uomo.
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Dicembre 2008 |
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di Paolo Cremisini
Roma è piena di vie, angoli, piazze, che non rientrano negli itinerari classici dei turisti e che, forse proprio per questo, conservano più di altri luoghi "consumati quasi dalla fama" un aspetto più genuino e sottilmente misterioso; uno di questi posti dimenticati è Piazza in Piscinula. Ubicata nel rione Trastevere, di fronte all'Isola Tiberina ed è degna di attenzione, oltre che per il fatto che è veramente deliziosa, anche per i tre primati che detiene.
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Novembre 2008 |
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di Paolo Cremisini
Se è vero che ogni generazione lascia dietro di sé come un rimpianto di vita, un'eco del mondo che fu suo, un ricordo dei torti subiti (e tutto questo si può chiamare "fantasmi"), allora Roma, che, da quando fu fondata, di generazioni ne ha viste passare più di cento, da quanti echi, rimpianti, "fantasmi" sarà popolata? |
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Ottobre 2008 |
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