Articoli > Architettura > L'arco di Costantino >
Vai alla Galleria immagini "Arco di Costantino" Vai alla galleria di immagini storiche dell'Arco di Costantino
|
|
|
di Alfredo Corrao
|
|

|
Imp (eratori) Caes (ari) Fl (avio)Costantino Maximo /
P (io) F (elici) Augusto s (enatus)
p (opulus)
q (ue) r (omanus) /
quod instinctu divinitas mentis /
magnitudine cum exercitu suo /
tam de tyranno quam de omni eius /
factione uno tempore iustis /
rem publicam ultus est armis /
arcum triumphis insignem dicavit”
|
“All’imperatore Cesare Flavio Costantino Massimo, Pio, Felice, Augusto, il Senato e il popolo romano, poiché per ispirazione della divinità
e per la grandezza del suo spirito con il suo esercito vendicò a un tempo lo stato su un tiranno e su tutta la sua fazione con giuste armi,
dedicarono questo arco insigne per trionfi”
|
| |
Questa iscrizione, incisa sulle due facce dell’attico di uno dei tre archi trionfali ancora presenti a Roma[1], ci informa sull’attribuzione dell’imponente monumento posto sulla via Triumphalis che dal Circo Massimo proseguiva verso la Velia ed adiacente al Colosseo e alla Meta Sudans nella zona dove cinque regioni augustee (I, II, III, IV, X) confinano. Eretto nel 312 per celebrare la vittoria di Costantino su Massenzio presso Ponte Milvio, l’arco fu inaugurato tre anni dopo, il 25 luglio del 315 in occasione del decimo anniversario dell’ascesa al potere dell’imperatore.
Costruito in marmo (di diversi tipi: bianco, proconnesio e lunense con inserti policromi), è alto circa 25 metri ed è a tre fornici: uno, quello centrale, grande e due, i laterali, più piccoli; ad “inquadrarli”, sulle due facciate, quattro colonne corinzie in giallo antico. Gli elementi decorativi che impreziosiscono l’arco sono in gran parte frutto di spolia di monumenti di epoche precedenti (in particolar modo dell’età di Traiano, Adriano e Commodo) che, integrati da rilievi e sculture ad esso coevi, formano – nell’insieme – uno dei primi e più mirabili esempi di reimpiego[2] della storia.
|
|
|
| La collocazione, la descrizione e l'attribuzione dei vari rilievi dell'arco. |
Le statue e i rilievi che lo arricchiscono sono posti in maniera simmetrica tra le facciate N e S e E ed O anche se nel lato meridionale prevalgono le scene di guerra e in quello settentrionale quelle di pace.
Contemporanee alla costruzione dell’arco sono le sculture che decorano, su tre lati, i plinti delle colonne: Vittorie che scrivono sugli scudi o con trofei, soldati romani e prigionieri barbari.
Rilievi costantiniani si trovano anche in altri punti dell’arco: sugli archivolti dei fornici (figure di Vittorie alate con trofei e due stagioni sul fornice centrale, di divinità fluviali su quelli laterali), sulle chiavi degli archi (figure allegoriche molto rovinate), sulle pareti interne dei fornici minori (otto busti di imperatori anch’essi molto rovinati), sui due lati corti (nei tondi che richiamano quelli di età adrianea presenti sui lati lunghi e che rappresentano la dea Luna, ad ovest, ed il dio Sole, a est[3]), sui sei lunghi pannelli che – posti sopra i fornici minori e sui lati corti alla stessa altezza – narrano la campagna contro Massenzio.
Questi rappresentano, partendo dal lato corto occidentale e proseguendo da sud a nord, rispettivamente: la partenza da Milano dell’esercito di Costantino; l’assedio di Verona; la battaglia di Ponte Milvio; l’entrata trionfale a Roma dell’imperatore; il suo discorso al popolo dai Rostri del Foro Romano; la distribuzione di denaro al popolo (congiarium) fatta da Costantino nel 313 nel Foro di Cesare.
Sono di età adrianea, come accennato, gli otto tondi che sovrastano i fornici minori ed il cui diametro è superiore ai due metri. In essi vi sono raffigurate, partendo dal primo a sinistra del lato meridionale: una scena di partenza per la caccia, un sacrificio a Silvano, una caccia all’orso, un sacrificio a Diana. Sul lato opposto, sempre da sinistra a destra: una scena di caccia al cinghiale, un sacrificio ad Apollo, una caccia al leone, un sacrificio ad Ercole. Si ritiene che la provenienza di questi tondi fosse un heroon di Antinoo posto nell’area della Vigna Barberini sul Palatino.
|
 |
| Nell' immagine i due tondi raffiguranti, da sinistra, una scena di caccia al leone ed un sacrificio ad Ercole |
|
Questi rilievi debbono riferirsi a scene reali: vi sono infatti rappresentati Antinoo, prima ragazzo e poi giovane, ed Adriano la cui testa, nelle diverse raffigurazioni, viene rilavorata al momento del riuso e trasformata nel ritratto di Costantino (nelle scene di caccia) e del suo consociato Licinio (in quelle di sacrificio).
Risalgono, invece, all’età di Traiano, dal cui Foro provengono, le otto statue di Daci prigionieri in pavonazzetto che – quattro per lato – occupano i plinti dell’attico posti sopra le colonne. Le teste e le mani di sette di queste statue, ed una per intero, furono rifatte nel Settecento. Dal Foro di Traiano provengono anche (forse dall’attico della Basilica Ulpia) i pannelli con scene di battaglia posti all’interno del fornice maggiore e ai due lati corti dell’arco sull’attico; il loro autore è presumibilmente lo stesso della Colonna Traiana. Questi pannelli formano, insieme, uno dei più grandi (3 metri x 20 in origine) esempi di rilievo storico romano ed un loro calco, riunito, è esposto al Museo della Civiltà romana all’EUR.
Sempre sull’attico, posti sopra i fornici minori, vi sono su ogni lato quattro pannelli provenienti da un monumento (probabilmente un arco quadrifronte) fatto realizzare da Commodo in onore del padre Marco Aurelio ed eretto forse nelle vicinanze della colonna di Marco Aurelio. I rilievi incisi raffigurano scene delle battaglie contro i Quadi ed i Marcomanni sconfitti definitivamente dall’imperatore nel 175 d.C.. Sulla facciata meridionale da sinistra: resa di un capo barbaro, prigionieri condotti all’imperatore, discorso ai soldati di Marco Aurelio, scena di sacrificio nell’accampamento. Sulla facciata opposta: arrivo a Roma dell’imperatore, la sua partenza da Roma, congiarium, resa di un capo barbaro.
La posa sull’arco di Costantino di tali pannelli comportò la rilavorazione della testa dell’imperatore, resa come quella di Costantino e Licinio. Il restauro settecentesco a opera di Bracci portò ad una ulteriore rilavorazione: in seguito ad una errata convinzione, quella che i rilievi fossero da attribuire di età traianea, le teste furono infatti modificate a ritrarre Traiano.
Precedenti restauri furono effettuati nel corso del tempo: alla fine del XV secolo, sotto il papato di Alessandro VI, il primo di un certo rilievo. Solo pochi decenni dopo, però vengono trafugate le teste dei Daci (ne verrà ritrovata solo una, sepolta alla base dell’arco, ne 1795).
Nel 1597 una delle colonne viene portata nella basilica di san Giovanni in Laterano e per più di un secolo l’arco è abbandonato al suo destino. Solo nel 1733, con Clemente XII, vengono reintegrate le parte mancanti. A questo restauro ne seguono altri, nel XIX e XX secolo, l’ultimo dei quali è del 1987/88. |
|
|
[1] Gli altri due sono l’arco di Tito e l’arco di Settimio Severo.
[2] Il sistematico reimpiego di materiale scultoreo, che proseguirà fino a tutto il Medioevo, nasce anche dalla necessità di sopperire alla mancanza di botteghe e di artisti qualificati che il ruolo – non più di capitale – assunto da Roma aveva creato essendo a lungo mancata la committenza imperiale.
[3] Il tondo sul lato est vede, più specificatamente, Apollo che sorge dal mare su una quadriga con in mano il globo del sole. Sotto di lui Oceano e, in alto, un amorino. Il tondo sul lato opposto presenta, invece, Diana che guida una biga. Sotto di lei, anche qui, Oceano e, in alto, un amorino. |
| |
| Bibliografia
P. Pensabene; C. Pannella (a cura di): Arco di Costantino tra archeologia e archimetria. Roma, 1999
F. Coarelli: Roma (Guide archeologiche Mondatori / Electa). Milano, 2006
S. De Maria: Gli archi onorari di Roma e dell’Italia romana. Roma, 1987
C. Calci: Il libro di Roma archeologica. Roma, 2000
R. A. Staccioli: Guida insolita di Roma antica. Roma, 2000
A. Capodiferro: Arco di Costantino (in Archeologia in posa; AAVV). Milano, 1998
|
Guarda le immagini dell'Arco di Costantino
|
|