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CUCUTENI - TRYPILLYA
UNA GRANDE CIVILTÀ DELL’ANTICA EUROPA
 

“Cucuteni-Trypillya. Una grande civiltà dell’Antica Europa” c/o Palazzo della Cancelleria, piazza della Cancelleria, 1. Fino al 31 ottobre 2008.

Orario: dalle 10 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19. Lunedì chiuso. Ingresso: gratuito. Informazioni: 06.98260929 - 06.69887616

 

Al Palazzo della Cancelleria oltre 450 reperti ripercorrono la storia del popolo che dominò l'Europa orientale dal 3.000 al 5.000 a. C.


Al riparo delle dolci colline dei Carpazi, nei fertili campi della Romania, della Repubblica di Moldavia e nelle pianure dell’Ucraina, viveva una delle più antiche civiltà neolitiche d’Europa: i Cucuteni-Trypillya. Grazie alla collaborazione dei tre paesi coinvolti, nelle prestigiose sale di Palazzo della Cancelleria un’esposizione attesta, in linea con lo stato attuale delle conoscenze, il risultato di studi che hanno impegnato per Grazie alla collaborazione dei tre paesi coinvolti, nelle prestigiose sale di Palazzo della Cancelleria un’esposizione attesta, in linea con lo stato attuale delle conoscenze, il risultato di studi che hanno impegnato per 125 anni archeologi e ricercatori. Oltre 450 reperti di varia tipologia, selezionati per un pubblico eterogeneo, rievocano il mistero di questa civiltà, che prese il nome convenzionale dei villaggi in cui avvennero i primi ritrovamenti. Civiltà dedita essenzialmente all’agricoltura, praticata anche con un primordiale aratro, e all’allevamento del bestiame.
Insediatisi in una zona un tempo trascurata dagli archeologi, il cui interesse scientifico era prevalentemente rivolto verso lo studio delle popolazioni mesopotamiche del Medio Oriente, i Cucuteni-Trypillya per due millenni – dal 5.000 al 3.000 a.C. – dominarono l’Eurasia, raggiungendo verosimilmente uno stadio proto-urbano. Condizione degna di nota per una civiltà le cui prime testimonianze, confermate al radiocarbonio, risalgono ad un’era preistorica. Nella mostra sono ricostruiti gli insediamenti delle proto-città, costituite da abitazioni in muratura con tetti e arredi lignei, piuttosto estese e a pianta rettangolare, disposte a schiera o in centri concentrici per motivi difensivi. Abitazioni che non denotano tipologie distintive relative a differenti classi sociali. Le variazioni delle dimensioni, infatti, potrebbero dipendere semplicemente dal numero dei componenti il nucleo familiare o dalla tecnica di costruzione. Lo spazio interno destinato ai focolari – talvolta realizzati con maschere umane divinizzate – era il più importante ed utilizzato per dormire, quello esterno era adibito agli animali domestici.
Indubbia è la complessità di questa civiltà che denota la specializzazione di alcune persone e il conseguente aumento progressivo di conoscenze e competenze in varie attività, dall’artigianato allo sfruttamento delle materie prime. Artigianato che denota un gusto estetico estremamente moderno, in special modo nella felice combinazione di motivi geometrici e spiraliformi delle decorazioni dei vasi, di cui il pittore ben considerava la forma e la temperatura di cottura. Vasi, la cui funzione variava, sovente destinati a rituali che esaltavano, anche in forme gemelle unite, la credenza nella divinità della Grande Madre Terra, con gli attribuiti femminili evidenziati, e in quella maschile del Toro celeste.
Il lavoro di ricerca e di conoscenza che ha determinato le scelte espositive – gradevolmente e competentemente illustrate dall’archeologa Tamilia Marin, che accompagna il visitatore in questo viaggio ai primordi della civiltà – emerge in ogni sala, in cui sono presenti anche idoli e oggetti cultuali simbolici, la cui funzionalità è ancora in fase d’interpretazione. Del resto, di questa civiltà che, secondo alcune ipotesi, sarebbe persino la culla dei Sumeri se non, addirittura, il luogo della mitica Atlantide, molti sono ancora gli interrogativi non risolti che ne accrescono il fascino.

 

 

 

"Cucuteni Trypillya. Una grande civiltà dell'antica Europa"

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 CUCUTENI – TRYPILLIA  A Great Civilization of Old Europe
 

I CUCUTENI - TRYPILLYA


Considerata la prima grande civiltà d'Europa, quella di Cucuteni-Trypillya è emersa e si è sviluppata nelle regioni che oggi fanno parte di tre differenti stati: Romania, Ucraina e Repubblica di Moldavia. Gli scavi, iniziati alla fine dell'800 e da allora mai interrotti, hanno restituito al patrimonio culturale universale una civiltà caratterizzata da una forte originalità e da un livello di progresso sorprendente per quell'epoca.
Il nome di questa civiltà è stato stabilito in modo convenzionale dagli archeologi in base ai nomi dei villaggi Cucuteni in Romania, vicino a Iasi, e Trypillya in Ucraina, vicino a Kiev, dove, alla fine del XIX secolo sono state rinvenute per la prima volta ceramiche dipinte e statuette di terracotta, categorie di oggetti divenuti simbolo di quest'antica popolazione. A più di cento anni dalla loro scoperta questi siti archeologici sono entrati nella letteratura scientifica di tutto il mondo. Siamo di fronte ad una civiltà estesa su circa 350.000 km quadrati con insediamenti di varie dimensioni, proto-città che si sviluppavano su centinaia di ettari, elaborate fortificazioni, abitazioni che variavano da capanne interrate a costruzioni fino a due piani, oggetti in ceramica la cui utilità si abbina in modo armonioso all'aspetto estetico, una religione affascinante le cui tracce sono marcate fra idoli e oggetti cultuali dall'incredibile simbolismo, oggetti rituali la cui funzionalità è ancora in fase di interpretazione.
Maggiori sono le informazioni raccolte sulla civiltà Cucuteni-Trypillya, più questa cultura diventa misteriosa, soprattutto per ciò che riguarda i luoghi e il suo ruolo ricoperto nella storia universale; vi è anche l'ipotesi che questi luoghi potrebbero essere il punto di partenza della civiltà dei Sumeri se non, addirittura, che a questi luoghi sia riferibile il mito di Atlantide.
Alla fine del XIX secolo un nucleo fondamentale di scoperte archeologiche hanno modificato la visione della storia dell'umanità: Schliemann scoprì la città di Troia, Evans rivelò al mondo il Palazzo di Knossos a Creta, in Medio Oriente si diede inizio alle scoperte delle civiltà mesopotamiche, conosciute, fino ad allora, solo in antichi scritti.
Per quello che riguarda l'Europa dell'Est vi era un'opinione secondo cui, in quest'area, nell'epoca preistorica i contributi allo sviluppo della civiltà furono pochi. Contrariamente, grazie agli scavi dal 1884 in Romania e dal 1893 in Ucraina, furono portati alla luce i primi segni delle civiltà che progressivamente hanno modificato l'idea che gli storici avevano, fino a quel momento, del progresso della civiltà in Europa. Un gruppo di intellettuali di Iasi (Theodor Burada, Nicolae Beldiceanu, Grigore Butsureanu e George Diamandi), effettuando gli scavi su Dealul Cetatuia, nel villaggio Cucuteni, scoprirono belle ceramiche dipinte e numerose statuette di terracotta, raffiguranti uomini e animali. La comunicazione dei risultati ad un congresso internazionale, svoltosi a Parigi nel 1889, introdusse nel circuito scientifico europeo i dati necessari per l'avvio allo studio di queste antica civiltà. A quell'eccezionale congresso erano presenti, nel ruolo di componenti del comitato scientifico e archeologico, figure quali Schliemann, Evans, de Mortillet e Montelius, che convalidarono il legame fra le scoperte di Cucuteni, le scoperte del bacino Egeo e quelle dell'Asia Minore. Poco tempo dopo, l'archeologo ucraino V. Khvoyka, divenuto successivamente uno dei fondatori del Museo Nazionale di Storia dell'Ucraina, trovò in un sito archeologico nelle vicinanze del villaggio Trypillia, vicino Kiev, resti di vasi in argilla, statuette raffiguranti donne e armi in pietra e rame, risalenti sicuramente a periodi antecedenti a quelli finora ipotizzati. I ritrovamenti rivelarono come gli abitanti che vivevano in quei territori coltivavano la terra, erano abili artigiani ed avevano credenze religiose.
Fin dall'inizio del XX secolo si determina un collegamento fra le scoperte portate alla luce in Romania ed in Ucraina; la forma è quella di un'unica grande civiltà, Cucuteni-Trypillya, pur se, nei due paesi, furono mantenuti nomi differenziati. La moltitudine delle scoperte riferibili a Cucuteni-Trypillya, dall'est della Transilvania fino al fiume Dnipro e dal nord-est di Muntenia fino al sud della Polonia, hanno dimostrato l'unità di questa grande civiltà con luoghi estesi e ricchi, con edificazioni e oggetti di un senso estetico del tutto peculiare.
Gli scavi archeologici provarono l'eccellente grado raggiunto dalla popolazione nell'agricoltura, confermarono come non solo vi erano solo villaggi comuni, ma anche centri abitati di dimensioni davvero impressionanti con superfici che variavano dai 150 fino ai 450 ettari. Non si trattava, chiaramente, di singole abitazioni anche se molto grandi, ma di vere e proprie "città preistoriche". In particolare l'insediamento del bacino del Bugo Meridionale mostrava strutture urbane con abitazioni poste in cerchi concentrici oppure disposte in linee parallele o gruppi, tese a formare piazze e luoghi destinati ad attività pubbliche o comunitarie. Alcune abitazioni erano molto grandi, da 300 a 600 metri di lunghezza, composte da molte stanze. I muri ed il soffitto erano decorati con disegni neri e rossi. I letti e altri arredamenti d'interni erano decorati con disegni complicati realizzati con colori brillanti.
Alcune delle statuette ritrovate negli scavi archeologici rappresentavano i personaggi importanti che vivevano nelle costruzioni appartenenti a queste città preistoriche. I volti maschili sono allungati, con nasi pronunciati. Mentre tutte le statuette rappresentanti le donne sono state trovate senza alcuna maschera sul volto e questo è uno dei misteri della civiltà Cucuteni-Trypillya. Il numero delle statuette maschili ritrovate è decisamente inferiore rispetto a quelle femminili e, in tutte, si può notare la forma ovale del volto o la presenza di una maschera. La maggior parte delle statuette femminili sono aggraziate, con lunghe gambe, alcune nude e altre avvolte in quello che sembra un abito da festa. La ragione per cui le figure femminili sono "senza volto" non è chiara, ma si presume possa essere riferibile a esigenze rituali. Uno studio approfondito rivela che le maschere sono caratterizzate da raffigurazioni di animali: pecore, maiali, lucertole, tartarughe, serpenti e pennuti quali galli, galline, cicogne, falchi, anatre e altri uccelli sacri.
Perché il volto era coperto ed il corpo no? Gli esami sulle statuette rivelarono che i corpi delle donne erano tatuati in diversi punti, soprattutto sullo stomaco e sulla schiena. I disegni ornamentali più diffusi erano spirali, rombi e serpentine (l'Albero della Vita). Alcune delle statuette portano ancora segni di colori rosso e nero che riprendono i dettagli dei vestiti. L'ornamento più popolare sembra essere stato la gonna con frange di varie lunghezze, ma anche grembiali.
L'ultimo stadio nello sviluppo della civiltà Cucuteni-Trypillya rivela un cambiamento nel modo di vestire. Le donne iniziano ad indossare vestiti aderenti e probabilmente anche qualcosa di simile ai pantaloncini corti. Questi indumenti erano tutti decorati con spirali e serpentine. Le statuette e le figure sui vasi indicano che le donne indossavano anche alti stivali rossi. I capelli erano pettinati in vari modi. Le raffigurazioni sui vasi mostrano che i capelli delle donne erano raccolti oppure sistemati in alto con due trecce. Comunque erano pettinati indietro per le occasioni speciali.
Le occupazioni di base della popolazione di Cucuteni-Trypillya erano l'agricoltura e l'allevamento di suini, ovini e bovini; verosimilmente addomesticavano i cavalli. Gli specialisti di paleo-botanica hanno dimostrato l'esistenza di certi tipi di grano, orzo, cereali, legumi, viti, ciliegi e prugni. La loro agricoltura era avanzata per quei tempi, usavano, infatti, aratri a trazione animale.
La popolazione di Cucuteni-Trypillya usava dei forni per cuocere la ceramica. Nel villaggio di Vesely Kut (letteralmente tradotto: angolo allegro) furono trovati resti di sofisticati forni. Ad Ariusd nel sud-est della Transilvania sono stati ritrovati forni evoluti, composti da due camere separate che permettevano di ottenere alte temperature per la cottura in profondità degli oggetti di ceramica. I vasi erano di diversi tipi e stili, decorati in almeno 20 diversi modi. Nell'insediamento di Nebelivka, vicino a Maydanetsky in Ucraina, gli archeologi portarono alla luce quello che potrebbe essere considerato il più antico set di ceramiche dell'Est Europa, con piatti, ciotole e coppe riportanti lo stesso decoro. La ceramica di qualità era opera di alcuni maestri specializzati e costituiva uno dei beni di prestigio utilizzato negli scambi commerciali intercomunitari.

I metallurgici della civiltà Cucuteni-Trypillya conoscevano diversi metodi di lavorazione del rame, e perfino i metodi per ottenere le leghe metalliche, compresi rame e argento. In proporzione inferiore lavoravano anche l'oro con cui realizzavano gioielli di prestigio. Gli oggetti di metallo erano accumulati quali tesori (come quelli scoperti a Ariusd, Habasesti, Brad, Carbuna, Horodnica). Il tesoro di Ariusd (Romania) conteneva ben 1.992 oggetti di rame, il tesoro di Carbuna (Repubblica di Moldavia) 444 oggetti di metallo, mentre i tesori di Ariusd e Brad (Romania) contenevano anche oggetti in oro.
Gli insediamenti di Cucuteni-Trypillya (oggi denominati "piccole fortezze" per via della posizione dominante) mostrano sistemi di fortificazione che consistono in fossati, terrapieni e palizzate.
Nell'ultima fase di sviluppo della civiltà Trypilliana, le città di tipo proto-urbano dell'area est (Trypillia) estendevano le fortificazioni fino a tutto il perimetro dell'abitato, innalzando, talvolta, anche muri di pietra. Queste fortificazioni avevano lo scopo di difendere gli insediamenti e le ricchezze dagli attacchi delle comunità vicine e dalle tribù nomadi infiltrate nell'area attraverso le regioni delle steppe.
Gli archeologi, i fisici e i paleo-botanici, impegnati nello studio della civiltà Cucuteni-Trypillya, presumono che uno dei fattori che determinarono il declino di questa civiltà agli apici del suo sviluppo fu il progressivo peggioramento della situazione ecologica, sentita in tutta l'area dell'Eurasia. Ma le vere ragioni della scomparsa della civiltà Cucuteni-Trypillya non sono ancora del tutto chiare. Altresì, ad oggi, non si conosce l'idioma parlato pur se, secondo varie opinioni, è fra la popolazione di Cucuteni-Trypillya che andrebbe cercata l'origine della lingua Indo-Europea.
La civiltà Cucuteni-Trypillya ha attraversato distinte fasi di evoluzione, designate in modo diverso nella letteratura specifica della Romania e dell'ex Unione Sovietica. Nella loro fase più antica, le dimore di Cucuteni-Trypillya erano relativamente piccole, alcune di esse scavate nel terreno. Nella fase media, le dimensioni degli insediamenti e delle abitazioni crebbero. Durante l'ultima fase la decorazione della ceramica è più raffinata, vi si rappresentano scene mitologiche. Allo stesso tempo si realizzano armi sempre più sofisticate, sia in metallo (pugnali e asce) sia in pietra (asce, punte di freccia e lance), che mettono in evidenza come il combattimento occupasse un posto sempre più importante nella vita della comunità.
La loro religione e i loro culti trattavano in tutta evidenza argomenti quali la cosmogonia e l'aldilà. Tra i culti più sviluppati vi è il culto per la Madre Terra (che assicurava fecondità e fertilità), per il Toro Celeste e per il Fuoco (come attributo celeste). Gli artefatti trovati negli scavi archeologici suggeriscono l'esistenza di scambi commerciali con le altre tribù del centro e sud-est Europa, ma anche con quelle delle aree di steppa, del Caucaso e dell'Asia centrale.
Al momento vi sono molte più domande che risposte su questa importante civiltà dell'est europeo, ciò può solo aumentare l'aura di mistero che ancora ne avvolge usi e costumi, ma la ricerca continua e nuove scoperte potranno certamente chiarire, almeno in parte, il ruolo storico e l'apporto all'evoluzione dell'uomo dell'antica civiltà Cucuteni-Trypillya.

Fonte:
Ufficio Stampa Ku.Ra, Rosi Fontana

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“Cucuteni-Trypillya. Una grande civiltà dell’Antica Europa” c/o Palazzo della Cancelleria, piazza della Cancelleria, 1. Fino al 31 ottobre 2008. Orario: dalle 10 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19. Lunedì chiuso. Ingresso: gratuito. Informazioni: 06.98260929 - 06.69887616

 


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