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“TURRIM QUAE DICITUR MONUMENTUM”

ORIGINE ED EVOLUZIONE DEGLI EDIFICI FUNERARI A PLANIMETRIA ACCENTRATA

 

Di Gabriella Cetorelli Schivo
 
 
Roma, il Pantheon. Sezione  e pianta da un'incisione settecentesca
L’origine dell’edificio funerario a pianta centrale è antichissima: esso è infatti largamente attestato già nelle civiltà eneolitiche1 ove la tomba a tumulus appariva l’unica soluzione architettonica atta a raggiungere proporzioni imponenti con l’uso di tecniche e mezzi assai semplici che consistevano nell’accumulare la terra fino ad ottenere un’elevazione artificiale subconica.
Nell’ambito delle civiltà pre-elleniche la presenza di edifici funerari a simmetria accentrata è testimoniata dai grandiosi sepolcri sotterranei sorti presso Micene, tra cui va ricordato il c.d. Tesoro di Atreo, un ampio vano tronco-conico, datato al XIV secolo a.C. costituito da anelli sovrapposti di blocchi di pietra aggettanti, che, restringendosi, formavano una cupola ogivale a falsa volta.


   Tumolo di Atreo (particolare dell’ogiva)




Sezione del c.d. Tesoro di Atreo. Camera semisotterranea a pianta circolare, con copertura a sezione ogivale, fu realizzata con massi progressivamente aggettanti (falsa volta). È alta tredici metri, ed ha un diametro di 14,50 metri.


Durante l’età classica il tumulo, considerato come sepolcro collettivo, è attestato ancora nella Grecia continentale, ove però sopravvive in dimensioni ridotte e con alcune varianti rispetto al tipo miceneo.
Nella penisola italica, dal tipico metodo primitivo di seppellimento a tumuli terragni e lapidei eretti sul cadavere, in uso presso le popolazioni agricole dell’età del bronzo, si passò gradualmente ai tumuli delle necropoli etrusche, costituiti da un cono di terra circondato da una crepidine di pietra (VII-VI secolo a.C.).

 
Monumenti funerari presso la necropoli etrusca di Cerveteri

Anche i Romani adottarono questo sistema di sepoltura sviluppando in altezza la crepidine con costruzioni in pietrame2.
























Sepolcro degli Orazi e Curiazi, Roma
   
Nella seconda metà del I secolo a.C. il sostegno del cono si erige a corpo cilindrico creandosi così il tipo di monumento sepolcrale che trova la sua più completa espressione nella tomba di Cecilia Metella, posta al III miglio della via Appia, costituita esternamente da un imponente tamburo circolare, su base quadrata, sormontato da una copertura conica a terrapieno, mentre all’interno vi era un unico vano destinato alle sepolture.




La tomba di Cecilia Metella, Roma, via Appia Antica, in un'incisione del Piranesi






Il mausoleo in due foto di fine XIX secolo



Di notevole importanza è pure il grandioso sepolcro fatto erigere da Augusto, in Campo Marzio, nel 28 a.C., formato da un basso tamburo cilindrico, sostenuto da un pilastro centrale e da cinque muri anulari tra i quali si aprivano vani trapezoidali.
All’esterno l’edificio era coperto da un tumulo di terra, probabilmente diviso a gradoni.
Questo monumento assunse l’appellativo di “mausoleum”, termine successivamente esteso a quei sepolcri gentilizi romani che si ricollegavano all’antica forma etrusco-mediterranea del tumulus.
In tal senso risulta evidente la volontà, da parte di Augusto, di ribadire nella scelta della tomba il proprio ideale conforme alla tradizione italica.

   
Ispirato all’Augusteo, ma concepito con la grandiosità del II secolo d.C. è il mausoleo innalzato nel 134 dall’imperatore Adriano presso gli Horti Domitiae, nell’ager Vaticanus.
 
L’edificio era costituito da un basamento quadrato entro il quale si innalzava un tamburo circolare coperto da un terrapieno e sormontato da un tempietto rotondo periptero che sosteneva la statua dell’imperatore.



Il mausoleo di Adriano (Castel Sant'Angelo) visto dal lato sud in un dipinto di Caspar van Wittel



L'imponente struttura architettonica del mausoleo

Alla seconda metà del III secolo si data il mausoleo situato al IV miglio della via Appia, individuato, dalla maggior parte degli studiosi3, come tomba dell’imperatore Gallieno.
Si tratta di una costruzione circolare, in laterizio, inserita in una rotonda più ampia, che fungeva da basamento, sulla quale si fondava un colonnato marmoreo che cingeva esternamente tutto l’edificio.
All’interno il monumento si divideva in due vani sovrapposti di cui quello inferiore, scandito da sei nicchioni, si presentava coperto da una volta a nervature, mentre il piano superiore, in cui era ripetuto lo stesso motivo a nicchie del vano sottostante, terminava con un’ampia cupola. La forma circolare è adottata anche nel mausoleo di Galerio a Salonicco, datato ai primi anni del IV secolo. L’edificio era costituito esternamente da un imponente corpo cilindrico isolato al centro di un vasto recinto, mentre all’interno la rotonda si presentava articolata da nicchie ed illuminata da un giro di ampie finestre al di sopra delle quali si impostava la cupola.


 
Il mausoleo di Galerio a Salonicco


Ispirato al Pantheon adrianeo è invece il sepolcro fatto erigere nel 309 dall’imperatore Massenzio per il figlio Romolo, al III miglio della via Appia. Questo consiste in una grandiosa costruzione circolare, a due piani, di cui quello inferiore risulta coperto da una volta a botte, sorretta da un pilastro centrale, mentre nel muro perimetrale si apre una serie di nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari.
Il piano superiore, quasi interamente scomparso, presentava forse un’alternanza di nicchie analoga a quella del piano inferiore: coperto a cupola era destinato, probabilmente, alle commemorazioni funebri.
All’esterno la rotonda era preceduta da un pronao esastilo, innalzato su alto podio con gradinata frontale.
Un vasto quadriportico circondava infine l’intero edificio.




Heroon di Romolo presso il complesso di Massenzio sull’Appia antica
   
La stessa struttura dell’heroon di Romolo è pure presente, approssimativamente, nei mausolei imperiali di età costantiniana, quali la rotonda detta “Tor de’ Schiavi”, sulla Prenestina e quella di Elena sulla Labicana.



Festa di artisti a Tor de’Schiavi. Ippolito Caffi


Il mausoleo di Costanza, di poco posteriore a quello di Elena, è costruzione a pianta centrale costituita da un anello interno di colonne su cui poggia la cupola impostata su un alto tamburo.






Mausoleo di Costantina. Sezione e veduta dell'interno.
 



In alto, veduta aerea del mausoleo di Costantina.
A sinistra, la facciata principale.
   
Anche il sepolcro fatto erigere da Costantino presso il lato nord dell’Apostoleion a Costantinopoli, e terminato da Costanzo III nel 360, si presentava come un edificio circolare coperto a cupola, costituito esternamente da un liscio tamburo nel quale si apriva una serie di finestre.
All’interno la rotonda era scandita da profonde nicchie, semicircolari e rettilinee, inquadrate da pilastri. Chiude la serie dei mausolei romani la rotonda di Onorio, in Vaticano, datata al V secolo.
La costruzione appariva esternamente divisa in due ordini: una zona basamentale liscia, coronata da una cornice, ed una zona superiore più ristretta, nella quale salivano dei massicci piloni che avevano il compito di proteggere il muro perimetrale dalle spinte della cupola emisferica.
Internamente l’edificio si articolava in otto nicchie rettilinee al di sopra delle quali si aprivano altrettante finestre semicircolari .

CONCLUSIONI

L’analisi dell’evoluzione dell’edificio sepolcrale a simmetria accentrata rivela come proprio in ambito romano siano presenti le più importanti novità nello sviluppo di questo tipo di costruzione. Infatti, dal semplice monumento a tamburo, derivato dal tumulo etrusco e costituito da un’ampia camera sepolcrale, si passa gradualmente al mausoleo a vani sovrapposti, spesso articolati da nicchie che condizionano l’aspetto interno dell’edificio.
L’analogia con il Pantheon, che pone alla prima metà del II secolo la derivazione delle forme architettoniche sepolcrali della media e tarda romanità, rivela inoltre il valore delle costruzioni a pianta centrale, più orientate verso il concetto del santuario funebre che verso quello della semplice memoria esteriorizzata.
Inoltre la grandiosità delle proporzioni, mentre restringe il quadro sociale cui tali edifici possono essere attribuiti, accentua il valore di questi monumenti che diventano mezzi di affermazione del prestigio della famiglia o dell’individuo, e rende comprensibile come la forma circolare, anche per la sua derivazione dalla tradizione italica, sia stata adottata dall’età augustea fino al V secolo nei mausolei imperiali romani.


Gabriella Cetorelli Schivo

Pantheon, Roma 1910 circa Pantheon, Roma
         
                   Pannini, interno del Pantheon                                                      Pantheon, Roma veduta aerea


Veduta interna del monumento

Bibliografia essenziale:

Cetorelli Schivo G., Mausolei imperiali e reali di età costantiniana a Roma, Roma, 1995 pp. 153-161

Bibliografia generale:

Castaldi E., La civiltà dei tumuli, in EAA, VII, 1966, p. 1030
Cecchelli C. , Mausolei imperiali del basso impero e dell’alto medioevo in Atti III Conv. Naz. di Storia di Archit. ( Roma 9-13- ottobre 1938) Roma 1940, pp. 143-158
Coarelli F. , Dintorni di Roma, Roma- Bari 1993
Mansuelli G.A., Monumento funerario in EAA ; V, 1960 pp.170-202.
Quilici L., La via Appia da Roma a Bovillae, Roma 1987
Rivoira G.T., L’Architettura Romana, costruzione e statica nell’età imperiale, Milano 1921
Tomassetti G. , La campagna romana antica, medievale e moderna. Nuova edizione aggiornata a cura di L. Chiumenti e F. Bilancia, I-VII, Roma 1985 - 1990
Torelli M. Zevi F. , I sepolcri degli Orazi e Curiazi, in EAA VI, 1975, pp. 875-876.


A Gianni Cagnetti
con cui ho condiviso
con gioia
momenti di studio
e di lavoro.

Roma 3.05.2008

1  Va menzionata, a tale proposito, la c.d. civiltà dei tumuli, che, apparsa nel corso del XV secolo a.C., ebbe una durata di circa due secoli, ed insieme a culture finitime caratterizzò il periodo del bronzo medio nell’Europa centro-occidentale. Questa civiltà ha restituito numerose necropoli in cui i defunti venivano inumati a fior di terra e le sepolture, generalmente singole, talvolta multiple, erano contrassegnate da tumuli (Castaldi, s.v. Tumuli, p. 1030).
2
  Cfr. i sepolcri circolari detti degli Orazi e Curiazi, al V miglio della via Appia, datati alla prima metà del I secolo a.C., in cui il tipo a tumulo appare direttamente ispirato alla tradizione italica (Torelli-Zevi, s.v. Orazi, pp. 875-876).
3 Riguardo all’identificazione di questo monumento con il sepolcro di Gallieno si sono espressi favorevolmente il Rivoira (Arch. rom., p. 229), il Tomassetti (C.R. II, pp. 111-112), il Quilici (Appia, pp. 105-106) ed il Coarelli (Dintorni, p. 64). Alcuni dubbi relativi alla sua funzione di mausoleo imperiale sono stati invece sollevati dal Cecchelli (Mausolei, p. 156).
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