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ETRUSCHI. LE ANTICHE METROPOLI DEL LAZIO
 

 

 

Antefissa fittile con gorgoneion; da Veio La mostra, organizzata su iniziativa della Regione Lazio - Assessorato alla Cultura Spettacolo e Sport con la diretta partecipazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, racconta e descrive l'eccellenza della civiltà etrusca del Lazio attraverso lo straordinario sviluppo dei suoi principali centri urbani: Veio, Cerveteri, Vulci, Tarquinia, città che a partire dai più antichi e comuni caratteri, si andarono via via differenziando, non solo rispetto alla produzione artistica, ma anche, più in generale, rispetto agli orientamenti culturali e di culto, agli stili di vita, alle prassi commerciali.
Ai rapporti tra queste antiche metropoli e Roma è dedicata la seconda parte della mostra, che mette in luce la forte influenza esercitata dalla civiltà etrusca sul mondo romano quanto a pratiche religiose e simbologie del potere, illustrando continuità ma anche differenze tra le due culture.
I caratteri delle quattro metropoli dell'Etruria meridionale sono resi evidenti nella loro specificità dalla presentazione delle più importanti testimonianze artistiche locali, molte delle quali presentate al pubblico per la prima volta.
Veio è la città della coroplastica, la produzione in terracotta destinata a decorare i tetti degli edifici e a realizzare ex-voto scultorei.
 
 Accanto ai manufatti provenienti dal santuario, nell'ottagono centrale del Palazzo delle Esposizioni la ricostruzione di una parte del Tempio di Apollo rievoca l'imponente effetto scenografico dato dalla sapiente commistione di architettura e scultura, con le statue di Apollo, Latona ed Eracle svettanti alla sommità del tetto.
Cerveteri è caratterizzata principalmente dalla straordinaria architettura funeraria collegata alla celebre necropoli. La ricostruzione di un intero sepolcro, a grandezza naturale, restituisce il fasto dei cerimoniali di epoca arcaica, dove un ruolo rilevante era attribuito al culto degli antenati.
Vulci è rappresentata dalla scultura monumentale in pietra locale e dalle opere del vicino centro di Ischia di Castro che, spesso raffiguranti animali mitici, erano collocate all'ingresso delle tombe. Caere (Cerveteri) e Vulci, a partire dalla fine dell'VIII secolo a.C., erano le mete principali dei grandi flussi commerciali provenienti dal mondo greco, mercati attraverso i quali le pregiate ceramiche figurate di produzione corinzia, greco-orientale, e poi attica raggiungevano diversi centri dell'Etruria. Sono presentati in mostra alcuni grandi vasi, capolavori della pittura greca, che ebbero una profonda influenza sulla cultura figurativa etrusca.
Tarquinia, con le sue cento e più tombe affrescate tra l'età arcaica e quella ellenistica, costituisce la più importante pinacoteca del mondo antico prima di Pompei. In mostra sono esposti alcuni dei reperti più significativi di questa straordinaria produzione pittorica, ancora in parte sconosciuta al grande pubblico. Il rinvenimento agli inizi degli anni Settanta dell'area sacra di Gravisca, porto di Tarquinia, ha costituito una tappa fondamentale per lo studio delle dinamiche economiche che hanno animato i rapporti commerciali nel Tirreno, testimoniando per la prima volta l'apertura in suolo etrusco di un emporio utilizzato principalmente da mercanti greci. Il santuario di Gravisca viene rievocato non solo grazie all'esposizione dei molti ex-voto dedicati dai frequentatori, ma anche attraverso la ricostruzione a scala reale del sacello di Adone, dove si celebravano le feste che scandivano annualmente il ciclo di morte e rinascita del giovane eroe.
 
Il Catalogo
La mostra pone l'accento sul periodo di massima prosperità e espansione degli Etruschi nel VI-V secolo a.C., illustrando lo straordinario sviluppo dei principali centri urbani del Lazio: Veio (specializzata nella produzione di terracotta destinata a decorare gli edifici e a realizzare ex voto scultorei), Cerveteri (con la sua spettacolare architettura funeraria e la preziosa oreficeria), Vulci (rappresentata dalla scultura monumentale) e Tarquinia (la cui necropoli di tombe affrescate è la più importante pinacoteca del mondo antico prima di Pompei).
Pur disponendo di una evidente base culturale comune, ciascuna città-stato si differenziò infatti dall'altra sia in termini di produzione artistica, stili di vita e pratiche commerciali. Se le pregiate ceramiche di produzione corinzia, greco-orientale e poi attica, veri capolavori della pittura greca, ebbero una profonda influenza sulla cultura figurativa etrusca, non si può dimenticare la fortissima influenza che gli Etruschi esercitarono sul vicino mondo romano (nel 396 a.C. Roma conquistava Veio estendendo la sua influenza su tutta l'Etruria meridionale), in particolare nelle pratiche religiose e simbologie del potere.
A documentare questa eccezionale rassegna archeologica, numerosi saggi - senza precedenti il quadro sull'Orientalizzante, una cultura da fiaba - e uno straordinario corredo iconografico ad illustrare tutte le opere in mostra accuratamente schedate, tesi originali, reperti inediti (come quelli provenienti da Gravisca, il porto di Tarquinia) e le ricostruzioni di intere tombe e templi a grandezza naturale.
Edito da Electa e a cura di Mario Torelli e Anna Maria Moretti Sgubini il volume si presenta come il catalogo più aggiornato sulle scoperte e interpretazioni recenti di questa antica civiltà.
Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio
a cura di Mario Torelli e Anna Maria Moretti Sgubini
saggi di: Gilda Bartoloni, Francesca Boitani, Maria Cataldi Dini, Giovanni Colonna, Rita Cosentino, Lucio Fiorini, Simona Fortunelli, Francesco Marcattili, Marina Martelli, Anna Maria Moretti Sgubini, Antonia Rallo, Stephan Steingräber, Maria Antonietta Rizzo, Maurizio Sannibale, Mario Torelli
 
22,5 × 34 cm - 296 pagine
400 illustrazioni a colori
cartonato in plancia
EAN 978883706620-8
Apollo di Veio
Fonte: Ufficio Stampa MiBAC - Eventi

 


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