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Il Ministero per i Beni e le attivita’ Culturali
e le Relazioni internazionali 

 

Gabriella Cetorelli Schivo incontra il Ministro Plenipotenziario Patrizio Fondi
Consigliere Diplomatico del Ministro per i Beni e le Attività Culturali

 
 
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Il Ministro Sandro Bondi ed il Ministro Plenipotenziario Patrizio Fondi
 
D. On.le Ministro, la rafforzata collaborazione tra il Ministero per i Beni e Attività Culturali e il Ministero degli Affari Esteri tende a realizzare iniziative comuni volte a promuovere efficacemente il Patrimonio e le altre ricchezze culturali dell'Italia, attraverso un programma operativo che spazi dagli appuntamenti espositivi, alla musica, allo spettacolo, al cinema, alla promozione del libro, al restauro dei beni culturali, in una prospettiva di sviluppo delle capacità nazionali e di confronto con i Paesi esteri.
In questa ottica di “valorizzazione congiunta” tra i due Dicasteri, quali i progetti di maggiore rilievo previsti per il biennio 2010-2011?

La collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali e il Ministero degli Affari Esteri è una recente iniziativa, che ha visto la luce in un accordo siglato nel luglio 2008 dai Ministri Bondi e Frattini. Si tratta di un Memorandum di Intesa creato con l’obiettivo primario di diffondere, tramite la rete dei 90 Istituti Italiani di Cultura e le Rappresentanze Diplomatiche e Consolari presenti in oltre 100 Paesi, eventi culturali e materiale informativo, al fine di promuovere  l’immagine dell’Italia all’estero. Si intende in tal modo incentivare la conoscenza, presso il pubblico straniero, del patrimonio culturale italiano , come pure delle iniziative ad esso collegate, lavorando in sinergia ed utilizzando congiuntamente le risorse del MIBAC e del MAE.
In questo contesto il primo passo è stato quello di privilegiare l’informazione reciproca , il secondo è stato quello di individuare eventi celebrativi che coinvolgessero entrambe le Istituzioni, mentre il terzo momento ha riguardato la comunicazione alla stampa e agli Istituti di Cultura di quello che si fa. Infatti è importante fare, ma anche comunicarlo.
Periodicamente, poi, c è’ un tavolo congiunto, ad alto livello, con i vertici amministrativi dei due Ministeri che fa il punto della situazione . Vi sono inoltre tavoli “geografici” a livello funzionari con il compito di individuare le aree prioritarie in cui effettuare gli eventi. Il MiBAC prende nota delle priorità geografiche e cerca di favorire l’approvazione di progetti nei Paesi individuati. E’ un sensibile progresso rispetto al passato. Poi ci sono i tavoli “tematici” , ad esempio per le mostre o il cinema, in cui si cerca di attuare una collaborazione attiva individuando i meccanismi più adatti a favorire le iniziative concordate. Vi è infine un tavolo ad hoc per la comunicazione, in cui gli Uffici Stampa dei due Ministeri operano per comunicare adeguatamente tutte le azioni intraprese e concordemente realizzate.
Per quanto riguarda in particolare i progetti previsti per il biennio 2010-2011, è in preparazione l’ evento “Italia- Russia 2011”, estremamente significativo, dal momento che abbiamo con la Russia un rapporto privilegiato. Sono previste proposte culturali di altissimo livello e si sta studiando la possibilita’ di inviare in Russia opere di Caravaggio, di Botticelli e di altri autorevoli esponenti del nostro patrimonio culturale. Anche la Russia invierà in Italia opere rilevanti del proprio cospicuo patrimonio, una preziosa occasione di scambio e di reciproca intesa.
Un altro Paese con cui nel corso di quest’ anno saranno intensificate le relazioni culturali, sempre in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, è la Cina. Il 2010 e’ l’ Anno culturale della Cina in Italia.Inoltre, la Direzione Generale per la Valorizzazione Culturale, guidata da Mario Resca, ha avviato contatti con tutti i musei più importanti della Cina, in vista di accordi quinquennali, per scambi di esperti e di attività culturali, in primis mostre. Nei prossimi mesi si firmerà un accordo tra il MIBAC e l’Amministrazione del Patrimonio Culturale Cinese che prevede la concessione di uno spazio permanente all’Italia di mille metri quadrati nel Museo Nazionale Cinese di Piazza Tian an Men, che è in ristrutturazione e che verrà ultimato alla fine di quest’anno, con un’estensione totale di 190.000 metri quadri, diventando la piu’ grande struttura museale del mondo. Tale accordo consentirà all’Italia di proporre ed avvicendare nel tempo molte mostre di prestigio, che spazieranno dall’archeologia all’arte medievale, dai capolavori rinascimentali alle opere di arte moderna e contemporanea. Ci attende quindi una bella occasione per impiantare permanentemente un “Museo Italia” all’estero. Si tratta di un’idea accarezzata da tempo, che oggi trova la sua prima realizzazione e alla quale auspichiamo possano seguirne altre in Paesi dei vari continenti.
Sempre parlando di grandi eventi, nel 2011- 2012 avremo un altro importante avvenimento chiamato “Momento Italia-Brasile”. Sarà una manifestazione globale, economica e politica,in cui sara’ incluso un importante volet culturale . L’Ambasciatore in Brasile è oggi l’ex Direttore della Promozione Culturale del MAE, quindi particolarmente sensibile a tale aspetto.
Nel corso di quest’anno avremo inoltre una partecipazione del MAE e del MIBAC alla rassegna Istanbul Capitale della Cultura 2010, con spettacoli e mostre d'arte. Il MiBAC darà diversi contributi che mireranno a dare l’immagine del Vicino Oriente visto “con gli occhi dell’Occidente”.
Altre collaborazioni continue tra i due Ministeri riguardano in particolare tre Paesi. Uno è l’Iraq, che ha visto l’Italia fortemente impegnata nella ricostruzione del museo di Baghdad dopo la distruzione della guerra, con i suoi tecnici e le sue eccellenze professionali, impegno che ha avuto anche simbolicamente un grande valore per gli iracheni, grazie alla riapertura , seppure parziale, del luogo principe della loro memoria. Anche in altre aree irachene gli italiani sono impegnati a restaurare il patrimonio locale e promuovere la formazione di tecnici. L’altro Paese è l’Iran, con cui i rapporti sul piano culturale rispondono anche alla necessità di mantenere un canale di apertura e di dialogo laddove, a livello politico, esistano delle criticità, come ad esempio per la questione dei diritti umani o del nucleare. L’Italia sta restaurando la cittadella di Bam, distrutta da un tragico terremoto, ed avra’ inoltre l’incarico di occuparsi della tomba di Ciro il Grande, a cui gli iraniani tengono molto. Ciro era un sovrano illuminato, per cui in tale operazione è altresì insito un messaggio simbolico di tolleranza, di apertura culturale e di dialogo. Ultimo Paese che vorrei menzionare è la Siria, in cui abbiamo già lavorato nella cittadella di Damasco. Oggi la Siria sembra addirittura propensa a chiedere all’Italia la consulenza per la revisione globale del suo sistema museale nell’ambito di un partenariato strategico dal punto di vista culturale. Tutti questi Paesi guardano all’Italia come partner culturale privilegiato, anche in quanto ci considerano Paese attento alle problematiche del Medio Oriente, con una tradizione mediterranea di apertura e di apprezzamento verso la cultura islamica. Poter intervenire su progetti di tale portata e’ per noi molto rilevante e fa comprendere il grande prestigio culturale di cui godiamo sul piano internazionale.
 
Il Ministro Sandro Bondi ed il Ministro Plenipotenziario Patrizio Fondi ad un tavolo di lavoro per l'incontro con il collega russo Avdeev
 
D. Quali le attività degli Istituti di cultura all’estero e le politiche di valorizzazione promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali?
Gli Istituti di Cultura italiani all’estero non dipendono dal MiBAC, ma dal MAE. A seguito del Memorandum di Intesa gia’ menzionato, tuttavia, dal 2008 è stata avviata una strategia di comunicazione congiunta tra i due Dicasteri verso tali Istituti, mirata a dare un impulso operativo concordato..
Per fare un esempio concreto, il MIBAC, come noto, istituisce annualmente comitati nazionali per celebrare personalita’ italiane di alto livello. I relativi elenchi vengono ora inviati all’estero, per orientare le scelte, culturali e scientifiche, degli Istituti, dando una maggiore logica e omogeneita’ alla loro azione.

D. Quali gli aspetti multilaterali che concernono il MiBAC ?

Per quanto riguarda il piano multilaterale, il MiBAC ha molte potenzialità . Di fatto il Ministero degli Affari Esteri è , per gli aspetti multilaterali, prioritariamente focalizzato sulle questioni politiche ed economiche, mentre non ha sufficienti risorse umane per occuparsi appieno delle questioni multilaterali culturali. Viceversa, e’ importante essere interlocutori costanti , e dunque credibili, dell’Unione Europea, dell’UNESCO, del Consiglio d’Europa e di altri organismi come l’Iniziativa Adriatico-Ionica e l’ Unione per il Mediterraneo. In ambito Unione Europea, vi è anzitutto il Comitato Affari Culturali ( CAC) che decide, all’incirca una volta al mese, le linee strategiche sia all’interno della Comunità sia per le relazioni esterne curate soprattutto dalla Commissione Europea. Il CAC , a sua volta, ha costitutito vari gruppi specializzati.. Un gruppo cruciale per il MIBAC riguarda la mobilità delle collezioni. E’ importantissimo perché concerne tutte le tematiche su mostre, scambi tra musei, indennità, garanzie di Stato ed eventuale sequestro di beni , tematiche per noi sensibilissime. . La cultura, comunque, non e’ materia comunitaria ai sensi del Trattato UE, per cui viene solo coordinata tra i vari Paesi attraverso il cd.“metodo aperto di coordinamento”, che consente una politica culturale concertata, anche se non comune. Vorrei altresì ricordare l’Antenna Culturale Europea , entità all’interno del MIBAC che opera per informare sulle modalita’ di ottenimento dei finanziamenti comunitari per i progetti culturali, collegata anche al Comitato ”Europa dei Cittadini”, che a Bruxelles mira a sensibilizzare tutti noi sul fatto di appartenere ad una sola entità chiamata Europa.
Riguardo all’UNESCO , tale Organizzazione Internazionale si occupa, come noto, di istruzione, cultura, scienza e informazione. Per l’ Italia i settori più importanti sono la cultura e la scienza. Va ricordato che abbiamo una presenza preponderante nella lista dei siti UNESCO del Patrimonio Mondiale con ben 44 siti iscritti, grazie anche alla solerzia del competente Ufficio del MIBAC. Oggi alla tradizionale lista del patrimonio tangibile si unisce la lista del Patrimonio Intangibile o Immateriale, in base alla Convenzione del 2003, in cui contiamo di essere ugualmente protagonisti. Questa lista è nata con il compito di valorizzare e soddisfare soprattutto i Paesi in via di sviluppo, che, avendo minore patrimonio monumentale, possono in tal modo mettere in evidenza le loro tradizioni immateriali. Ma anche l’Italia, data la varieta’ di culture locali sul suo territorio, ha un ingente patrimonio immateriale e si sta lavorando per creare una lista delle nostre eccellenze in tale campo. Un altro impulso è dato dalla diversità culturale. L’Italia ha fornito un contributo estremamente positivo e fattivo al negoziato di questa importante Convenzione UNESCO del 2005, che consente di valorizzare la diversità culturale all’interno dei vari Paesi e dell’Italia stessa,controbilanciando la standardizzazione che il processo di globalizzazione mondiale porta con sè ,. La politica dell’ UNESCO mira a mantenere le diversità non perche’ si oppongano, ma affinche’ dialoghino, da cui l’importanza del dialogo interculturale, in cui siamo protagonisti.Basti pensare all’ “Alleanza delle Civiltà” nata in sede ONU, che ci vede come uno dei Paesi amici dell’Alleanza, a cui forniamo un valido contributo di idee e di azioni.

 
D. On. Ministro, l’appropriazione illegale e il successivo traffico di beni appartenenti al patrimonio artistico e archeologico sono attività comuni a tutte le regioni del mondo, dalle più ricche alle più povere, sia come importatrici che come esportatrici. Quali accordi bilaterali relativi al traffico illecito sono stati intrapresi al fine di prevenire ed impedire ogni illecita importazione, esportazione e trasferimento di beni culturali, e facilitare il recupero delle opere d’arte trafugate o illecitamente esportate?

Questo è un tema molto sensibile e molto curato dal MIBAC. Il Ministro Bondi, come i suoi predecessori, e’ al riguardo molto attento e rigoroso. Esiste un Comitato per le restituzioni presieduto dal Capo dell’ Ufficio Legislativo e costituito da alti funzionari del MIBAC, con il compito di recuperare opere italiane trafugate illecitamente all’estero dopo il 1970 ( anno di entrata in vigore della Convenzione UNESCO in tale settore) e restituire i beni appartenenti agli Stati esteri che si trovino in Italia in quanto trafugati.
E’ un Comitato che si riunisce periodicamente e affronta spesso situazioni complesse giuridicamente perché vi sono resistenze da parte dei Paesi a riconoscere che un bene è stato trafugato . Vi sono a volte procedimenti in corso che complicano i negoziati diplomatici. I risultati di questi ultimi anni sono stati molto incoraggianti , in particolare con gli USA, che hanno compreso il vantaggio di un leale rapporto di collaborazione con l’Italia. A fronte della restituzione di beni trafugati, l’Italia ha infatti offerto ai musei statunitensi la possibilita’ di fruire , attraverso il prestito a lungo temine , a rotazione, di beni di alto livello del patrimonio italiano. Oggi i direttori dei Musei americani manifestano il loro entusiasmo a partecipare a tale processo virtuoso. D’altra parte, anche per l’Italia prestare i propri beni ad importanti musei del mondo costituisce un modo intelligente di farsi conoscere ed apprezzare: si tratta quindi di una operazione “win win”.
Si sta cercando di estendere questo modello anche alle azioni di recupero di opere d’arte dai Paesi europei (e, in prospettiva, dal Giappone), ma il dialogo e’ appena agli inizi e sara’ ovviamente complesso. Abbiamo poi stipulato accordi bilaterali per collaborare nella lotta al traffico di beni culturali con la Cina, l’Egitto e la Svizzera, un Paese quest’ultimo che essendo alle nostre frontiere ricopre un ruolo cruciale nell’attivita’di contenimento e prevenzione delll’esportazione illecita delle nostre opere. Abbiamo infine avviato contatti con la Grecia, la Bulgaria e il Perù per la sottoscrizione di analoghi accordi di collaborazione.

Roma, 28 aprile 2010
 
Gabriella Cetorelli Schivo
 
Tomba di Ciro il Grande
 
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