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Fin dalla sua nascita Imago Romae sostiene che la Cultura, l'Arte, necessitano di essere divulgate attarverso l'immagine. Nuovi tecnologie hanno permesso - in questi ultimi anni - un progresso del mezzo fotografico estremamente veloce ed efficace rendendolo sempre più interattivo e multimediale.
Già nel nostro articolo abbiamo - qualche tempo fa - illustrato quelle che sono le nuove frontiere della diffusione dei Beni Culturali. L'utilizzo dello stitch fotografico e della fotografia immersiva ora trovano un incredibile vetrina nell'iniziativa gestita in collaborazione fra il Museo del Prado e Google Earth.
Per questo, pur non trattandosi di una notizia prettamente inerente al nostro filo conduttore, Roma, abbiamo deciso di pubblicarla. Perchè di notizie così, da qualunque parte del mondo vengano, abbiamo bisogno: abbiamo bisogno che la Cultura venga sempre più diffusa e condivisa.
Alfredo Corrao
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Da Las Meninas di Velàsquez al Cardinale di Raffaello, l’Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo o l'Autoritratto di Durer. Ma la vera novità è piuttosto un'altra: la possibilità di navigare all'interno delle opere fino a poterle visualizzare nei dettagli più piccoli.
Questo perché le foto sono riprodotte ad una risoluzione di 14 Gigapixel. E cioè 1400 volte più definite rispetto ad una normale foto digitale scattata con una macchina da 10 megapixel. Per ottenere questo risultato il Prado e Google si sono avvalsi di una società madrilena (Mad Pixel) che ha scattato 8200 immagini in totale, per un periodo di tre mesi.
Un'operazione simile era stata già promossa in Italia dalla Rai con il progetto delle Mostre Impossibili di Caravaggio e Raffaello (senza però il sostegno di Google).
Le opere del Prado sono già visualizzabili su Google Earth (selezionare la voce "Edifici 3D" dal menù a sinistra e digitare "Prado" nel motore di ricerca per accedere direttamente), mentre su Google Maps saranno rilasciate una al giorno a partire da oggi. Su Earth ci sono anche modelli in 3D che permettono di simulare la visita al museo e spostarsi da un'opera all'altra.
Un po' tutti si sono affrettati a dire: "Da oggi non è più necessario recarsi a Madrid per godere delle spettacolari opere maestre esposte al Museo del Prado". Ovviamente c'è un pizzico di esagerazione. La visione dal vivo e quella digitale (per quanto ad altissima definizione) restano due pratiche diverse e forse incomparabili. La prima implica un rituale (l'andare al museo) e un'ambientazione (la possibilità di muoversi, osservare da lontano/vicino) che la seconda ancora non permette (se non altro per gli spazi angusti del monitor del computer). Ad ogni modo, Google avrà fatto senz'altro la gioia degli studiosi o semplici appassionati che ora potranno vedere dettagli altrimenti inaccessibili ad occhio nudo.
(Fonte Panorama.it)
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MADRID - Si è sempre detto che non ci sia modo migliore per apprezzare un'opera d'arte che contemplarla dal vivo, alle pareti del museo nel quale è esposta. Da oggi, si può dire che è vero solo fino a un certo punto. Grazie a Google Earth, quattordici capolavori del Museo del Prado potranno essere osservati fin nei più piccoli dettagli, praticamente impossibili da vedere a occhio nudo. In che modo? In tutto sono state scattate 8200 fotografie in mega-alta-risoluzione, dissezionando le 14 opere per poi ricomporre i qudri come se si trattasse di puzzle digitali. In questo modo è possibile navigare all'interno dell'opera, avvicinarsi e selezionare il dettaglio che si vuole ampliare grazie ai 14mila megapixel di risoluzione delle immagini.
Una qualità microscopica che permette persino di vedere le cuciture nel restauro della tela de "Las Meninas" di Velázquez, o dettagli che normalmente sfuggono all'osservatore, come le lacrime che scorrono sui visi nella "Deposizione" di Van der Weyden o la piccola ape posata su un fiore nelle "Tre Grazie".
L'iniziativa è interamente finanziata da Google, ma i responsabili del Museo del Prado hanno prestato la massima collaborazione perché sono convinti che questo progetto pionieristico possa avere importanti sviluppi. "Un'immagine non sostituisce l'esperienza di un'opera in diretta", ammette il direttore Miguel Zugaza. Ma poi si dichiara "specialmente soddisfatto" per il fatto che la sua è la prima pinacoteca al mondo ad aver portato su Internet i propri capolavori. "Non c'è modo migliore per rendere tributo ai grandi maestri che universalizzare la loro arte e renderla accessibile al maggior numero possibile di persone".
La scelta delle opere navigabili online? Semplicissimo, secondo Zugaza: "Sono le 14 opere imprescindibili nella visita al Museo del Prado, anche se per me si potrebbero includere anche le altre mille opere esposte". Per il momento, si tratta solo di un esperimento limitato a una selezione di capolavori, ma Google non esclude che in futuro si possa decidere di allargare l'iniziativa ad altri quadri del Prado e, forse, al altre pinacoteche e musei di paltri paesi del mondo.
Si tratta comunque di un progetto che, se dovesse essere esteso, richiederebbe un lavoro monumentale. Solo in questa prima fase ci sono voluti tre mesi di lavoro per realizzare le foto (le porte del Prado sono state aperte di notte ai tecnici di Google e della compagnia madrilena Madpixel), e altri quattro mesi per mettere a punto la navigabilità attraverso Google Earth. Per poter accedere ai capolavori del Prado, una volta scaricato il programma Google Earth, si dovrà selezionare "palazzi in 3D" e poi digitare "Prado". A quel punto si avrà accesso a una delle più grandi pinacoteche del mondo: sarà sufficiente cliccare su un'icona per cominciare a navigare negli angoli più remoti dei capolavori dell'arte.
(Fonte LaRepubblica.it)
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