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SCOPRI IL MASSIMO
 
COMUNICATO STAMPA

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI

SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA

MUSEO NAZIONALE ROMANO
IN PALAZZO MASSIMO
19 dicembre 2008 – 7 giugno 2009
 

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comunicato "Doppio Senso"

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Palazzo massimo

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MARCELLO

 
Airone e cesto di fichi. Grande Colombario di Villa Doria Pamphilj, fine I sec. a.C., Roma
Airone e cesto di fichi. Grande Colombario di Villa Doria Pamphilj, fine I sec. a.C., Roma. Foto Archivio Sar
 
Nella sala di Augusto e delle tradizioni delle origini di Roma viene esposta per la prima volta la bellissima testa in marmo pario attribuita a Marco Claudio Marcello – nipote prediletto e successore designato di Augusto – della Fondazione Sorgente Group. L’inedito volto rappresenta Marcello diciassettenne, ma non si esclude che sia stato realizzato dopo la sua morte avvenuta all’età di venti anni, forse per una congiura di palazzo. Grazie alla disponibilità della Fondazione Sorgente Group, che con il suo Marcello arricchisce di un nuovo tesoro il patrimonio culturale del nostro paese, sarà possibile vedere per la prima volta insieme tre ritratti che rivelano le sembianze del giovane nipote di Augusto. Infatti la scultura è presentata insieme a quella straordinaria dei Musei Capitolini e all’altra scoperta nella cosiddetta Casa del Citarista a Pompei, conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il suggestivo allestimento luministico della sala, accompagnato dalla lettura dei versi di Virgilio, è firmato dal premio Oscar Vittorio Storaro e dalla figlia, l’architetto Francesca Storaro.
Come una rosa amena s'intitola l’esposizione degli affreschi del Grande Colombario scoperto a Villa Doria Pamphilj nell’Ottocento e databile al I sec. a.C. Il titolo riprende le parole latine dipinte sotto il loculo di una donna, la cui beltà in vita era paragonata all’amenità di una rosa. Le pareti furono ricomposte in un ambiente delle Terme di Diocleziano, allora l’unica sede del Museo Nazionale Romano, dove rimasero esposte fino alla fine degli anni cinquanta. Finalmente, dopo quasi mezzo secolo, gran parte dei pregevoli affreschi torna ad essere visibile al pubblico in seguito a un accurato restauro.
Incantevoli, per la freschezza della pennellata e i colori, sono le scene di paesaggi idillico-sacrali con edifici in prospettiva, le nature morte, le diverse raffigurazioni di uccelli di varie specie; divertenti le scene di ambientazione nilotica con Pigmei che giocano e si beffano di animali palustri.
Al secondo piano del museo, invece, si ripresenta parte del complesso di pitture e mosaici distaccati dagli edifici scavati in Piazza dei Cinquecento negli anni 1947-50: tre stanze affrescate appartenenti ad una ricca domus ricomposte nelle loro reali dimensioni, due delle quali con mosaici pavimentali, e le pareti dipinte dall’annesso impianto termale (balnea), il tutto di proprietà della famiglia dell’imperatore Adriano. Antiche stanze di Termini è il titolo di questa ampia sezione che si allestisce proprio nel luogo prossimo al ritrovamento che è possibile vedere attraverso gli affacci sulla piazza. Il complesso, realizzato e restaurato più volte nel corso del II sec. d. C., torna a vivere dopo le distruzioni che hanno lasciato il posto alle opere moderne in quell’ultimo brano sopravvissuto della grandiosa Villa Montalto, Negroni, Massimo.
 
 Il mosaico pavimentale di una delle stanze. Museo Nazionale Romano Dettaglio con cipresso della Villa di Livia di Prima Porta, I sec a.C. Roma.
Il mosaico pavimentale di una delle stanze. Museo Nazionale Romano. Foto Archivio Sar Dettaglio con cipresso della Villa di Livia di Prima Porta, I sec a.C. Roma. Foto Archivio Sar
 
La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma festeggia i dieci anni di attività del Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo con molteplici iniziative che ne sottolineano la ricchezza delle collezioni e il legame con la città.
Non a caso è stato scelto come titolo dell’evento, aperto al pubblico dal 19 dicembre al 7 giugno del 2009, Scopri il Massimo. Un gioco di parole che allude, da un lato, alle continue scoperte archeologiche nella capitale, le quali accrescono con regolarità le collezioni museali e, dall’altro, alle sorprese che un museo, in questo caso Palazzo Massimo, può riservare al pubblico presentando sotto una luce diversa opere già note. Al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, quindi, c’è una storia sempre nuova da scoprire, come didascalizza la campagna ideata dall’agenzia pubblicitaria Armando Testa. L’iniziativa intenzionalmente non viene definita mostra per mettere in risalto il concetto che un museo può offrire al pubblico un caleidoscopio di curiosità e dettagli riguardanti la cultura di Roma antica. L’anno scorso lo straordinario successo di pubblico e di stampa di Rosso pompeiano – che ha portato a Roma la pittura delle città vesuviane mettendole a confronto con la prestigiosa collezione di Palazzo Massimo - ha, nonostante tutto, rappresentato un’invasione pacifica e positiva del museo. Con Scopri il Massimo la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma mette l’accento sui tesori del museo e sulle tante storie che esso ha da raccontare, anche attraverso prestiti eccezionali di opere trovate nella città, alle quali si è aggiunta un’altra storia scritta da reperti usciti dai magazzini, restaurati, studiati e adesso allestiti per essere scoperti dal pubblico.
Arrivano dal Louvre gli affreschi e le iscrizioni della Tomba di Patron, dal nome del proprietario, un medico greco del I sec. a.C., sepolto nei pressi della via Appia Antica. I frammenti del monumento funerario dipinti, scolpiti e iscritti sono oggi conservati nel museo parigino, prestatore d’eccezione per uno degli eventi in Palazzo Massimo dal titolo Il paradiso in una stanza. Se in origine un intero registro rappresentava uno splendido giardino, probabile evocazione dei Campi Elisi, le parti giunte sino a noi riproducono una processione dei familiari e della servitù di Patron, e immagini di uccelli. Non a caso, quindi, questi affreschi sono adesso esposti accanto al più alto capolavoro di pittura di giardino dell’antichità: la Villa di Livia a Prima Porta.
Proprio queste pitture, che appartengono alla collezione permanente del museo - presentate con le novità sugli scavi e gli studi di botanica antica - si potranno ammirare sotto una nuova luce grazie a un impianto di illuminazione biodinamico che ripropone l’intensità della luce variabile a seconda delle differenti ore del giorno.
 
 Ritratto in Marco Claudio Marcello (25 -20 a.C.), collezione Fondazione Sorgente Group Ritratto di Marco Claudio Marcello, Musei Capitolini, Sala del Galata, Palazzo Nuovo Roma.
Ritratto in Marco Claudio Marcello (25 -20 a.C.), collezione Fondazione Sorgente Group, foto di Marco Delogu Ritratto di Marco Claudio Marcello, Musei Capitolini, Sala del Galata, Palazzo Nuovo Roma. Foto di Barbara Malter (Arch. Fot. Musei Capitolini)
 
Nella sala di Augusto e delle tradizioni delle origini di Roma viene esposta per la prima volta la bellissima testa in marmo pario attribuita a Marco Claudio Marcello – nipote prediletto e successore designato di Augusto – della Fondazione Sorgente Group. L’inedito volto rappresenta Marcello diciassettenne, ma non si esclude che sia stato realizzato dopo la sua morte avvenuta all’età di venti anni, forse per una congiura di palazzo. Grazie alla disponibilità della Fondazione Sorgente Group, che con il suo Marcello arricchisce di un nuovo tesoro il patrimonio culturale del nostro paese, sarà possibile vedere per la prima volta insieme tre ritratti che rivelano le sembianze del giovane nipote di Augusto. Infatti la scultura è presentata insieme a quella straordinaria dei Musei Capitolini e all’altra scoperta nella cosiddetta Casa del Citarista a Pompei, conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il suggestivo allestimento luministico della sala, accompagnato dalla lettura dei versi di Virgilio, è firmato dal premio Oscar Vittorio Storaro e dalla figlia, l’architetto Francesca Storaro.
Come una rosa amena s'intitola l’esposizione degli affreschi del Grande Colombario scoperto a Villa Doria Pamphilj nell’Ottocento e databile al I sec. a.C. Il titolo riprende le parole latine dipinte sotto il loculo di una donna, la cui beltà in vita era paragonata all’amenità di una rosa. Le pareti furono ricomposte in un ambiente delle Terme di Diocleziano, allora l’unica sede del Museo Nazionale Romano, dove rimasero esposte fino alla fine degli anni cinquanta. Finalmente, dopo quasi mezzo secolo, gran parte dei pregevoli affreschi torna ad essere visibile al pubblico in seguito a un accurato restauro.
Incantevoli, per la freschezza della pennellata e i colori, sono le scene di paesaggi idillico-sacrali con edifici in prospettiva, le nature morte, le diverse raffigurazioni di uccelli di varie specie; divertenti le scene di ambientazione nilotica con Pigmei che giocano e si beffano di animali palustri.
Al secondo piano del museo, invece, si ripresenta parte del complesso di pitture e mosaici distaccati dagli edifici scavati in Piazza dei Cinquecento negli anni 1947-50: tre stanze affrescate appartenenti ad una ricca domus ricomposte nelle loro reali dimensioni, due delle quali con mosaici pavimentali, e le pareti dipinte dall’annesso impianto termale (balnea), il tutto di proprietà della famiglia dell’imperatore Adriano. Antiche stanze di Termini è il titolo di questa ampia sezione che si allestisce proprio nel luogo prossimo al ritrovamento che è possibile vedere attraverso gli affacci sulla piazza. Il complesso, realizzato e restaurato più volte nel corso del II sec. d. C., torna a vivere dopo le distruzioni che hanno lasciato il posto alle opere moderne in quell’ultimo brano sopravvissuto della grandiosa Villa Montalto, Negroni, Massimo.
L’occasione del decennale di questa sede del Museo Nazionale Romano, poi, offre anche nuove proposte allestitive: del magnifico sarcofago di Portonaccio nella sezione di Palazzo Massimo dedicata ai barbari e l’impero, che rappresenta una violenta carica della cavalleria romana nell’atto di travolgere i Germani; della colossale statua di Minerva in marmi colorati; della galleria dei principi e delle principesse giulio-claudi; della sala con opere che rappresentano la prima produzione artistica del dirompente fenomeno, tra il II e il I sec. a. C., di acquisizione dei modelli dell’arte greca classica ed ellenistica piegata ai valori della committenza romana.
Per Scopri il Massimo, la casa editrice Electa realizza un cofanetto di 4 volumi dedicati ai diversi eventi che celebrano il decennale del Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, cui si aggiunge compresa una guida al museo stesso.
Per tutta la durata dell’operazione Scopri il Massimo, il museo promuoverà visite guidate a tema, presentazioni di libri, incontri e dibattiti. Già in programma, degustazioni e visite al museo in collaborazione con Città del gusto di Roma/Il Gambero Rosso.
 
 Da P. G. Secchi, acquerello Monumenti inediti d’un antico sepolcro di famiglia greca scoperto di famiglia greca scoperto in Roma su la via Latina, tav. II Roma, 1843.
Da P. G. Secchi, acquerello Monumenti inediti d’un antico sepolcro di famiglia greca scoperto di famiglia greca scoperto in Roma su la via Latina, tav. II Roma, 1843.
 

Museo Nazionale Romano
in Palazzo Massimo
Largo di Villa Peretti 1 – Roma
http://archeoroma.beniculturali.it/


Ufficio stampa Electa
per la Soprintendenza speciale
per i beni archeologici di Roma :
Gabriella Gatto
tel. +39 06 42 02 92 06
Via Sicilia 154 – 00187 ROMA
press.electamusei@mondadori.it


Ufficio stampa Electa
Enrica Steffenini
tel. +39.02.21563433
elestamp@mondadori.it
Annalisa Inzana
tel. +39.02.21563250
imaggi@mondadori.it


INFORMAZIONI TECNICHE

Titolo SCOPRI IL MASSIMO


Sede Roma, Museo Nazionale Romano
in Palazzo Massimo
Largo di Villa Peretti 1
http://archeoroma.beniculturali.it/


Periodo 19 dicembre 2008 – 7 giugno 2009


Mostra promossa da Soprintendenza speciale
per i beni archeologici di Roma
in collaborazione con
Electa


Curatori della mostra Rita Paris con Miria Roghi, Maria Teresa Di Sarcina, Valeria Intini


Orari dalle 9 alle 19.45.
La biglietteria chiude un'ora prima. Il museo è chiuso il lunedì, il 1° gennaio e il 25 dicembre.
Il biglietto consente l’accesso a tutte le sedi del
Museo Nazionale Romano ed è valido per 3 giorni

Ingresso Intero € 10, ridotto € 6,50


Informazioni
e visite guidate Pierreci
tel. +39.06.39967700
www.pierreci.it


Ufficio stampa Electa Gabriella Gatto
tel. +39.06.42029206
press.electamusei@mondadori.it

Enrica Steffenini con Annalisa Inzana
tel. +39.02.21563433/250
elestamp@mondadori.it

 

 


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