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IDENTITA' E VALORIZZAZIONE
 
Dal Museo delle Navi Romane a Nemi al Centro di Documentazione della Civiltà Italiana
 
Sabato 14 marzo ore 10.00
Museo delle Navi Romane
via di Diana 13 - Nemi (Roma)
 
Inaugurazione e presentazione della mostra a cura dell'architetto Emanuela Riboldi. La mostra resterà aperta fino al 28 marzo osservando i seguenti orari:
 
Lun. - Sab. 9.00 / 19.00
Dom. 9.00 / 13.00

Dal Museo delle Navi Romane a Nemi al Centro di Documentazione della Civiltà Italiana

 

 

Identità e valorizzazione. Dal Museo delle navi romane a Nemi al Centro di documentazione della Civiltà latina

 
 
 
Una nuova identità per il Museo delle navi romane a Nemi. Proposta per un centro di documentazione della civiltà Latina.
 
Promosso dal Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura civile e finanziato dal Dipartimento di progettazione dell’architettura (Politecnico di Milano), BCC- Giuseppe Toniolo e Milano assicurazioni, si svolgerà sabato 14 marzo, dalle ore 9.30, presso il Museo delle Navi romane di Nemi, il convegno Identità e valorizzazione. Dal Museo delle navi romane a Nemi al Centro di documentazione della civiltà latina.

Il convegno, cui è affiancata una piccola mostra, intende riportare l’attenzione di studiosi e ricercatori, di Amministratori e Ministeri, nonché degli operatori locali, sul futuro dell’edificio “Museo delle Navi romane” dismesso da anni ed abbandonato a se stesso. L’occasione per l’iniziativa è fornita dall’opera ininterrotta che la Facoltà milanese svolge a livello nazionale sui casi di beni culturali dismessi, in grado, di contro, di ospitare – con le dovute aggiunte ed integrazioni – nuove forme di accessibilità al grande pubblico, anche in ambiti turistici. E’ noto infatti che dopo l’incendio dei reperti, anche la dedicazione dell’edificio stesso non corrisponde più alla sua ormai solo presunta funzione.
Quello che sarà presentato è il progetto (fondato sulla specificità territoriale, su di una possibile valorizzazione, sull’interesse formativo e conoscitivo) per un centro culturale della Civiltà latina, di cui il sito è ricco testimone, in uno con il “luogo del ricordo” non solo delle navi (di cui peraltro nulla più resta) ma di tutto un ambito culturale che dall’antichità preromana (i luoghi di culto) a Caligola, fino alla “gloriosa” impresa del recupero dei resti con relativo svuotamento del bacino (Ricci) e alla costruzione del Museo (architetto Morpurgo, il cui ruolo e le cui opere debbono a tutt’oggi essere rivisitate e commentate), insomma una forma di musealizzazione del nuovo millennio, inter e multi mediale, peché i “beni culturali” possano finalmente essere friuiti in modo innovativo. Pertanto, al di là di ormai fin troppo facili e inattuali, anacronistiche ricostruzioni “post mortem”, il messaggio è quello di trovare una strada adeguata ai nostri tempi, da un canto per il riuso dell’esistente e dall’altro per un centro che documenti questo irrinunciabile bene culturale a tutti noi comune secondo modalità adeguate.
La ricerca (che presso il Politecnico prese avvio fin dalla seconda metà degli anni Novanta), è mossa soprattutto dallo studio del lavoro svolto dal ravennate Corrado Ricci a favore della tutela del patrimonio storico e artistico italiano nel primo trentennio del Novecento, e permette di ripercorrere gli importanti episodi che, grazie al contributo offerto dall’industria meccanica milanese (qui rappresentata dalle Officine meccaniche Riva), portarono al compimento di uno degli avvenimenti archeologici più importanti del periodo fascista, cioè il recupero delle navi romane affondate nel lago di Nemi, e la cui realizzazione, promossa e sostenuta dallo stesso Ricci, è in parte dovuta alla strumentalizzazione fatta dell’evento a fini propagandistici.
Ma al di là della dimensione più propriamente ideologica, il recupero rimane un episodio di straordinario portato culturale perché vede, forse per la prima volta in Italia e nella cultura occidentale, l’impegno sinergico delle scienze storiche e archeologiche con la ricerca architettonica e tecnologica.
La perdita delle navi a causa dell'incendio (1944), porta le Istituzioni a ripensare alla funzione del Museo che, restaurato dopo l'incendio, ancora “vigila” sulle sponde le lago.
La necessità della cultura contemporanea di comprendere e, soprattutto, correlare più oggetti la cui omogeneità è garantita dal sito di appartenenza (abbandonando così l’interesse e lo studio settoriale che riguarda un unico monumento), nonché l’esigenza di organizzare, garantendone un’immediata e facile fruizione e comprensione, le numerose informazioni che oggi corredano le conoscenze delle realtà storiche che costituiscono
l’insieme dei nostri beni culturali, comporta un ulteriore impegno, intellettuale e finanziario. Nel caso del sito archeologico del lago di Nemi, l'impegno consiste nella rilettura della documentazione di quella civiltà latina, che deve essere considerata a fondamento dello sviluppo della civiltà del lago e a giustificazione della presenza delle navi, per cui si pensano nuove strutture a partire dalla conservazione del museo di Morpurgo: oggi, si può ben dire, solo museo di se stesso.
La proposta sviluppata nel corso della tesi di laurea in Architettura Civile dall'arch. E. Riboldi, prevede la realizzazione di una sede del “Centro di documentazione della civiltà latina” il quale si articola attorno al museo progettato da Vittorio Ballio Morpurgo, realizzando strutture di servizio che raccordano l’accesso dal paese al lago su cui si colloca l’edificio destinato ad ospitare il modello della nave.
In questo modo si intende ricercare un modo di mettere in rapporto “il vecchio”, Museo esistente, gli scavi archeologici effettuati nel territorio dei colli, la storia, la tecnica costruttiva e la cronaca del recupero delle navi, e “il nuovo”, la struttura atta a soddisfare il bisogno di organizzare lo spazio e le risorse dell’intorno.
 
 
Al convegno, a cura di Gabriella Guarisco (responsabile scientifico), e di Nora Lombardini, (responsabile organizzativo), partecipano:

Alessandro Biaggi, Sindaco di Nemi

Rosaldo Bonicalzi, Professore, Politecnico di Milano

Maurizio Boriani, Professore, Politecnico di Milano

Federico Bucci, Docente, Politecnico di Milano

Chiara Dezzi Bardeschi,
Dottore di ricerca, Politecnico di Milano

Donatino Domini, Direttore, Biblioteca Classense, Ravenna

Marco Dezzi Bardeschi, Professore, Politecnico di Milano

Enzo Ercolani, Sindaco di Genzano di Roma

Giuseppina Ghini, Direttrice Museo delle navi romane, Soprintendenza per i Beni Archeologici per il Lazio

Stefano Gizzi, Soprintendente per i Beni Architettonici Paesaggistici di Napoli e Provincia

Gabriella Guarisco, Docente, Politecnico di Milano

Marco Iezzi, Curatore dipartimento Trasporti, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci

Nora Lombardini, Ricercatore, Politecnico di Milano

Sergio Mattia, Professore, Politecnico di Milano

Federica Savelli, Dottoranda, Università degli Studi Roma Tre

Angelo Torricelli, Preside, Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano
Scarica qui la locandina dell'evento (PDF)

 


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