L’importanza per la città di Pomezia del proprio patrimonio storico-archeologico.
Il giorno 15 Ottobre 2009, in occasione dell’anniversario della nascita di Publio Virgilio Marone (15 Ottobre del 70 a.C.), presso la sala conferenze del Museo Archeologico “Lavinium” di Pomezia si è tenuto l’incontro Lavinium - Beni Culturali tra Pubblico e Privato, una collaborazione possibile al quale hanno partecipato il Sindaco di Pomezia Enrico De Fusco, il Vicesindaco Alba Rosa, il Segretario Generale Angelo Scimè, il Dirigente della Sezione Cultura Nino Maceroni, la direttrice del Museo “Lavinium” Maria Luisa Bruto, la dott.ssa Marina Sapelli Ragni, che dirige la Soprintendenza Statale per i Beni Archeologici del Lazio, il funzionario della Soprintendenza Stefania Panella responsabile dei siti archeologici del territorio pometino, e il Responsabile Scientifico degli scavi di Via Siviglia Filippo Avilia.
Hanno inoltre partecipato a questo evento le associazioni locali, la Tyrrhenum, gli Amici di Singen, la Proloco cittadina, la Protezione Civile “Echo” e il Consorzio Parchi Letterari Publio Virgilio Marone, con l’intento di sensibilizzare i cittadini ad interessarsi alla storia del proprio territorio e di coinvolgerli nel restauro di alcuni reperti archeologici appartenenti ai siti storici pometini, quali le armi di Enea e il sarcofago ultimamente scoperto presso la villa romana di Via Siviglia.
Il sindaco Enrico De Fusco ha sottolineato l’importanza, per Pomezia, di scoprire le proprie radici; ciò contribuirebbe a fornire alla città una valenza storica accanto alla ormai consolidata connotazione di polo industriale.
La dott.ssa Sapelli Ragni ha posto in evidenza l’importanza del recupero e della valorizzazione dei siti archeologici, azioni necessarie queste per la crescita culturale della cittadinanza. A questo proposito la Soprintendente ha ringraziato il Comune di Pomezia che in questi anni ha contribuito finanziariamente al recupero della villa e auspica una fruizione futura completa del nostro patrimonio culturale favorita dalla creazione di un parco archeologico gestito dal Comune di Pomezia in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. Anche la Soprintendenza contribuirà alla valorizzazione del nostro territorio finanziando la campagna di scavo del 2010 della villa romana di Via Siviglia; sono previsti infatti 80.000 euro per lo scavo del versante sud e nord-est e per il restauro delle strutture murarie.
La campagna di scavo del 2009 riguardante il sito della villa di Via Siviglia ha portato alla luce un sarcofago strigilato (definito così dal tipo di decorazione) con lunga epigrafe databile nell’ambito del III sec. d.C. circa. Di esso la dott.ssa Sapelli Ragni, studiosa e autrice di numerose pubblicazioni sui sarcofagi romani, ha fornito delle importanti informazioni. Si tratta di un sarcofago di tipo monumentale in marmo di fattura elegante. Ha una fronte strigilata in cui è inserita una iscrizione funeraria importante per la datazione. Tale iscrizione, che riporta nomen (Fulvius) e cognomen (Frosynes) del personaggio che ha commissionato il sarcofago quando ancora era in vita e che nomina il sodalizio al quale egli apparteneva, costituisce l’importanza del sarcofago.
Sono intervenuti inoltre la dott.ssa Stefania Panella, funzionario della Soprintendenza, e il dott. Filippo Avilia, Responsabile degli scavi della Villa di Via Siviglia, i quali hanno fatto il punto della situazione della campagna di scavo della villa: oltre al rinvenimento del sarcofago, è stata individuata la linea di costa a 4 metri sotto il livello del suolo, sono stati ritrovati un piano di calpestio che dalla villa scendeva verso il mare e il condotto fognario pertinente alla villa.
Anche il dott. Nino Maceroni, Dirigente della Sezione Cultura, ha espresso il suo entusiasmo riguardo l’interesse che la cittadinanza ha mostrato nei confronti della storia del proprio territorio di appartenenza, interesse che si presenta come il punto di partenza necessario alla crescita e allo sviluppo dell’identità cittadina.
Sono intervenuti inoltre i rappresentanti delle associazioni locali e il dott. Punzi del Rotary Club (Sezione Aprilia-Cisterna) che alcuni mesi fa ha contribuito finanziariamente al restauro della spada ad antenne di Enea.