Roma.

La pittura di un Impero

Ercole e Telefo, IV stile, 50-79 d.C. Affresco, 229 x 192 x 22,3 cm Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Ercole e Telefo, IV stile, 50-79 d.C.
Affresco, 229 x 192 x 22,3 cm
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Il quadro proviene dalla cd. Basilica di Ercolano. La Basilica, nota nel Settecento come Tempio di Teseo o di Ercole proprio in virtù dei quadri, è sepolta sotto la moderna Ercolano. Incontrare il tema di Ercole e Telefo a Ercolano nocapostipite degli Attalidi (gli abitanti di Pergamo sono Telephidai, e, attraverso Telefo, i sovrani sono figli di Eracle e allora discendenti di Zeus) è confrontabile con la storia di Romolo e Remo, e non è allora fortuito che le biografie di Telefo e Romolo figurino come vite parallele nell’opera di Plutarco, mentre i due soggetti compaiono quali pendants nel repertorio figurativo non solo ellenistico, ma anche romano-imperiale. Inoltre, Ercole è il fondatore di Ercolano.
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