Roma.

La pittura di un Impero

Le tre Grazie, IV stile Affresco, 63 x 60 cm Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Le tre Grazie, IV stile
Affresco, 63 x 60 cm
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Il quadretto decorava la zona mediana di una parete del tablino della casa di Titus Dentatius Panthera a Pompei. Al centro della composizione sono le Tre Grazie, le tre sorelle, figlie di Zeus ed Eurinome, che raffigurano i diversi aspetti del fascino femminile, lo splendore (Aglaia), la gioia (Eufrosine), e la prosperità (Talia). A differenza della più variegata iconografia del corrispettivo greco delle Charites, che incedono tenendosi per mano, danzano intorno ad un altare o si muovono in processione, il repertorio iconografico delle Grazie romane si mostra come standardizzato, fissato pressoché senza varianti e come tale riproposto nelle innumerevoli versioni su mosaici, pannelli pittorici, sarcofagi. Il gruppo, chiuso e ben costruito, mostra le tre giovani avvolte in un serrato abbraccio, le due laterali di prospetto, quella centrale di spalle, le braccia distese in orizzontale ad abbracciare le altre due.
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