Grande Colombario di Villa Doria Pamphili
Affresco, Parete C e, 91,5 x 153,5 cm
Roma, Museo Nazionale Romano
Il termine “colombario” è utilizzato per definire un tipo di monumento funerario caratterizzato dalla presenza sulle pareti di file di nicchie destinate ad accogliere le ceneri dei defunti. Costruito in opera reticolata con gli angoli in tufo tagliato a forma di mattoni, il colombario era in gran parte ipogeo e aveva una pianta irregolare con un ambiente romboidale cui si aggiunge lateralmente, quasi ad angolo retto, un braccio minore. Le pareti del colombario sono scandite da nicchie, in file regolarmente sovrapposte, per un totale di oltre 500 deposizioni. Al di sotto di ogni loculo era dipinta una tabula ansata con il nome del defunto; al posto delle tabelle dipinte erano documentate quattro lastrine marmoree con il nome scolpito, di cui tre erano già scomparse alla fine dell’Ottocento. Le pitture appartengono tutte alla decorazione originaria del colombario e sono state eseguite da due o tre pittori. L’autore dei paesaggi idillico-sacrali fa uso di una tecnica “impressionistica” e appare dotato di una grande abilità nel dipingere, con poche pennellate rapide e sicure, gli edifici e le figure che affollano i leggiadri paesaggi. Il pittore degli uccelli e delle nature morte, e di alcuni quadri a carattere non mitologico, è capace di associare pennellate di contorno ad una fitta ombreggiatura e alla resa efficace di dettagli disegnati con linee sottili. L’esecutore delle scene mitologiche, si caratterizza per uno stile disegnativo, più ingenuo e più semplice, impiegando per le figure una linea di contorno riempita di colore.